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Sortino ha rivissuto uno dei momenti più intensi e identitari della propria tradizione con il ritorno de “U Nummu ru Gesù”, celebrato nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo. Un rito antico e profondamente radicato nella memoria collettiva, che richiama la figura del Cristo alla colonna durante la flagellazione e che ogni anno richiama fedeli e visitatori da tutta la Sicilia.
Nelle prime ore del mattino, intorno alle quattro, la statua è uscita dalla chiesa di Santa Sofia, illuminata da fuochi che hanno acceso la piazza e accompagnata dal silenzio carico di devozione dei presenti. Il percorso, scandito dalle marce funebri delle due bande sortinesi, ha attraversato chiese e conventi rischiarati da una suggestiva luce rossa, creando un’atmosfera intensa e quasi sospesa.
Tra i momenti più attesi, la tradizionale corsa sul sagrato della Matrice, con le porte che si chiudono e riaprono al passaggio del simulacro, gesto simbolico che affonda le radici nel racconto del ritrovamento notturno della statua dopo il terremoto del 1693.
Fiaccole, fuochi e una partecipazione silenziosa ma profondamente sentita hanno accompagnato la processione fino al rientro alle prime luci dell’alba. Un evento che continua a rappresentare il cuore spirituale della Settimana Santa sortinese e che anche quest’anno ha saputo emozionare e unire la comunità.
