La Teamnetwork Albatro conquista la Coppa Italia superando Trieste nella finale di Riccione e firma un risultato che entra di diritto nella storia della pallamano siracusana. La squadra di Mateo Garralda impone il proprio ritmo per tutti i 60 minuti, concedendo agli avversari soltanto un breve margine nel finale.
L’avvio è travolgente: parziale di 3-0 e primo gol triestino dopo oltre sei minuti. Angiolini e compagni mostrano freschezza e lucidità nonostante le tre gare in tre giorni, mentre Mamdouh firma il massimo vantaggio (+7) a 30 secondi dalla sirena del primo tempo. Solo un rigore dell’ex Pauloni riduce lo strappo prima dell’intervallo.
Nella ripresa Trieste prova a rientrare trascinata da Lindstrom, ma le parate di Riahi, la continuità realizzativa di Mamdouh e la solidità del gruppo siracusano respingono ogni tentativo di rimonta. L’Albatro torna così a giocarsi – e a vincere – una finale di Coppa sedici anni dopo, riportando Siracusa sul gradino più alto della pallamano italiana.
«Siracusa respira pallamano e sono felice per tutta la città», commenta Filippo Angiolini. «La stanchezza c’era, ma testa e cuore hanno fatto la differenza». «Abbiamo vinto grazie alla difesa», aggiunge l’MVP Salah Riahi. «Il nostro allenatore ha costruito questo percorso e il risultato è arrivato».
