Il confronto politico attorno ai miasmi industriali che da giorni interessano Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta si intreccia con la gestione dei fondi Aerca, il ruolo dell’Arpa e il disegno di legge sul biomonitoraggio sanitario. A innescare la polemica è l’ex presidente del Consiglio provinciale dell’Udc, Michele Mangiafico, che denuncia l’uso dei contributi destinati ai Comuni ad alto rischio ambientale e chiede che la salute dei cittadini venga posta al centro dell’agenda istituzionale.
A replicare è l’assessore alle politiche sociali di Siracusa, Marco Zappulla, esponente di Grande Sicilia, che difende l’operato dell’On. Giuseppe Carta e respinge le critiche di Mangiafico. Zappulla ricorda che Carta è stato “l’unico deputato ad aver destinato due milioni di euro per il rilancio dell’Arpa”, sottolineando come l’impegno politico del parlamentare sia stato orientato al rafforzamento dei controlli ambientali e alla tutela della salute pubblica. L’assessore precisa inoltre che i fondi Aerca sono stati assegnati ai Comuni dell’area siracusana — Solarino, Floridia, Siracusa, Priolo Gargallo e Augusta — per iniziative di valorizzazione culturale e promozione del territorio, come ristoro per anni di impatto ambientale e mediatico negativo.
Mangiafico ribatte che proprio la reazione “piccata” di Zappulla confermerebbe la fondatezza delle sue denunce, accusando il Comune di Melilli e l’On. Carta di aver finanziato concerti e spettacoli con risorse legate alla crisi ambientale, anziché destinarle a prevenzione sanitaria, ricerca scientifica e monitoraggio degli effetti dell’inquinamento sulla popolazione. Richiama inoltre la Delibera di Giunta n. 111 dell’8 aprile 2026 come esempio di un approccio politico “orientato al divertimento” più che alla tutela della salute.
Sul piano legislativo, Mangiafico insiste sul disegno di legge presentato all’Ars dal deputato Ismaele La Vardera, che prevede biomonitoraggio gratuito tramite mineralogramma, un Registro sanitario ambientale regionale e percorsi di prevenzione nelle aree industriali. Secondo Mangiafico, il ddl — depositato il 26 marzo — sarebbe stato assegnato alla Commissione Ambiente per competenza, e non solo per parere, e sarebbe “tenuto a bagnomaria da tre mesi”, rallentando un confronto necessario sulla salute dei cittadini.
Mangiafico ricorda anche che già nel marzo 2025 La Vardera aveva chiesto una commissione d’inchiesta sulla gestione ambientale del polo industriale siracusano, senza che a oggi si sia arrivati a un dibattito concreto. Critica inoltre l’utilizzo dei 5 milioni di euro destinati ai Comuni ad alto rischio ambientale, sostenendo che diverse amministrazioni — tra cui Floridia, Solarino e Melilli — abbiano impiegato le risorse per eventi e intrattenimento anziché per interventi sanitari e ambientali.
Intanto, a Melilli si riunisce la Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars per affrontare il tema dei miasmi industriali che hanno colpito l’area nelle ultime settimane. Mangiafico ribadisce che restano irrisolti due nodi: l’individuazione certa delle fonti delle emissioni e la conoscenza dello stato di salute delle comunità esposte da anni alle sostanze provenienti dal polo industriale. “La tutela dell’ambiente e della salute deve diventare una priorità concreta — afferma — non un esercizio di dichiarazioni o un sostegno alla distrazione di massa”.
Zappulla, dal canto suo, conferma la disponibilità di Grande Sicilia e dell’On. Carta a un confronto pubblico “in qualsiasi momento”, rivendicando la correttezza dell’azione politica e amministrativa e respingendo le accuse di sudditanza verso Melilli. Mangiafico replica auspicando che “un giorno anche Zappulla possa guardare al sistema di potere che soffoca il territorio con il distacco necessario”, ricordando la fuga di migliaia di giovani da Siracusa negli ultimi anni.
