Avola si è rispecchiata nelle proprie radici per tre giorni, trasformando Piazza Umberto I in un laboratorio a cielo aperto dove identità, tradizione e comunità hanno trovato forma nei colori del sale. La prima edizione di Avola in Sale, curata dai Maestri Infioratori di Noto con la direzione artistica di Oriana Montoneri, ha debuttato il 4 settembre e oggi, 6 settembre, vive il suo ultimo e più atteso capitolo.
Fin dall’avvio, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: vicoli animati, piazza gremita, curiosi di ogni età affascinati dalla pazienza degli artisti chini sui riquadri, intenti a trasformare migliaia di granelli in immagini che parlano di Avola. Un lavoro meticoloso, preparato nei mesi estivi con la pigmentazione manuale del sale, fino a raggiungere numeri imponenti: 2.000 chili di sale marino colorato a mano e oltre 100 metri quadrati di superfici decorate.
Cinque tappeti effimeri hanno raccontato l’identità avolese: il logo cittadino con l’esagono del centro storico, la devozione per Santa Venera e San Sebastiano, la Mandorla Pizzuta, il mondo della vigna e del Nero d’Avola, il mare e il sole con le barche della tradizione marinara. Un percorso simbolico che ha intrecciato fede, territorio ed eccellenze locali.
Oggi, ultimo giorno della manifestazione, la città si prepara al momento clou: alle 19 la presentazione ufficiale delle opere completate al pubblico e alle autorità. Subito dopo, lo sguardo si sposterà sul futuro della tradizione avolese con la svelatura dei bozzetti dei carri allegorici del Carnevale Storico Avolese 2027, unendo idealmente l’arte del sale alla maestria della cartapesta.
La serata proseguirà con il bilancio della prima edizione e il concerto della banda musicale di Avola, chiudendo un debutto che ha saputo fondere arte, identità e comunità. Per ricordare l’evento sono state realizzate anche 2.000 cartoline dedicate, simbolo di un fine settimana in cui Avola ha scelto di raccontarsi attraverso una materia semplice e sorprendente: il sale.


