nella foto: Piergiorgio Gerratana Segretario Provinciale, PD Federazione di Siracusa e Francesca Silluzio Responsabile Welfare, Diritti, Beni Comuni, Parità di genere nella Segreteria Provinciale PD
Il recente tentato femminicidio che ha sconvolto la comunità di Canicattini Bagni non può essere liquidato come un episodio isolato. È, al contrario, la tragica conferma del collasso del sistema di protezione delle donne nella provincia di Siracusa e oltre. A denunciarlo con forza sono attivisti e rappresentanti civici, che chiedono risposte immediate e concrete dalle Istituzioni.
«Non permetteremo che questo episodio diventi una statistica da archiviare – si legge nella nota –. La nostra condanna è netta: le Istituzioni hanno fallito. Non bastano più tavoli tecnici e scuse burocratiche. Un sistema che lascia le donne sole di fronte alla violenza è un sistema che non funziona».
Particolare indignazione è rivolta alla mancata integrazione dei Centri Antiviolenza nella rete territoriale, presidi fondamentali che oggi rischiano di diventare fantasmi istituzionali, privando le donne di un punto di riferimento concreto.
La mobilitazione chiede:
- Risorse immediate per i servizi di tutela
- Ripristino della rete antiviolenza provinciale
- Formazione obbligatoria per tutti gli operatori coinvolti nella gestione dei casi
È stato richiesto con urgenza un incontro con la Prefetta, per esigere un piano d’azione operativo, rapido e verificabile, capace di restituire fiducia e protezione alle donne.
«Questo non è solo un dramma personale – concludono i promotori – ma una ferita che riguarda tutti. La Sicilia non può più permettersi di ignorare il grido di chi chiede protezione. Serve una svolta, ora».
