Una notte di violenza estrema nel carcere di Siracusa ha lasciato un bilancio pesantissimo: 11 agenti della Polizia Penitenziaria feriti, alcuni costretti a lanciarsi dal tetto per sfuggire alle aggressioni. Secondo il Sindacato FSA‑CNPP/S.PP., quanto accaduto rappresenta il punto di non ritorno di una gestione definita fallimentare, al punto da chiedere l’immediata rimozione del Direttore e del Comandante del Reparto, oltre all’intervento urgente dei reparti speciali GIO e GIR.
Il Segretario Generale Massimiliano Di Carlo richiama anche la recente evasione dal carcere di Augusta, episodio inizialmente taciuto “per senso di responsabilità”, ma che oggi viene indicato come ulteriore prova del collasso del sistema penitenziario siciliano. L’istituto megarese, già segnalato dal Sindacato per sovraffollamento e carenze d’organico, sarebbe il simbolo di una deriva che “sta rasentando la follia”.
Nel comunicato si evidenziano le condizioni drammatiche in cui gli agenti sono stati costretti a operare: personale mandato allo sbaraglio con solo alcuni scudi, senza caschi, manganelli o spray al peperoncino. Durante gli scontri, pietre e calcinacci hanno devastato le antenne e i supporti tecnologici della struttura, compromettendo i collegamenti esterni.
Per Di Carlo, quanto accaduto a Siracusa e Augusta certifica che il sistema penitenziario siciliano è fuori controllo. Da qui la richiesta al Ministro della Giustizia Carlo Nordio di valutare la dichiarazione dello stato di emergenza nelle carceri e di attivare il supporto dell’Esercito per ripristinare condizioni minime di sicurezza.
