VIDEO: https://fb.watch/FXM7kJbvgK
Cresce l’esasperazione tra il personale di polizia penitenziaria della Casa di Reclusione di Augusta dopo gli ennesimi episodi di violenza avvenuti all’interno dell’istituto. Tra il 14 e il 17 marzo tre agenti sono stati aggrediti in distinti episodi da detenuti extracomunitari, in alcuni casi per motivi ritenuti futili. L’episodio più grave si è verificato lunedì 16, quando un agente ha riportato lesioni con una prognosi di venti giorni, salvo complicazioni.
A denunciare la situazione è la segreteria territoriale della Fns Cisl Siracusa-Ragusa, che parla di un clima ormai “al limite”, aggravato da un sovraffollamento record e da carenze strutturali e organizzative mai affrontate. Il carcere ospita attualmente circa 600 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 339 posti: un tasso di sovraffollamento che supera il 200 per cento, ben oltre la media nazionale. Una condizione che, secondo il sindacato, alimenta tensioni continue e rende sempre più difficile la gestione quotidiana.
Il quadro è reso ancora più critico dallo stato dell’edificio. Solo tre sezioni su dodici dispongono di docce in cella, mentre le altre nove sono descritte come fatiscenti e prive di servizi adeguati. Una situazione che genera malcontento tra i detenuti e contribuisce all’escalation di episodi violenti. A ciò si aggiunge il malfunzionamento di diversi cancelli automatizzati, fuori uso da mesi in attesa dei fondi del Provveditorato regionale.
La Fns Cisl denuncia anche una grave carenza di personale: il rapporto agenti-detenuti sarebbe ormai ben al di sotto degli standard regionali e nazionali, tanto che in alcune circostanze la sorveglianza generale sarebbe stata affidata a un assistente capo coordinatore anziché a un ispettore di turno. “Siamo allo stremo delle forze, nessuno ascolta il nostro grido di allarme”, afferma il sindacato, che sottolinea come il rischio lavorativo sia cresciuto “in modo esponenziale”.
La richiesta è netta: l’assegnazione urgente di 40 agenti e assistenti, 15 sottufficiali tra ispettori e sovrintendenti, il ripristino delle condizioni strutturali dell’istituto e la rimessa in funzione di tutti i sistemi automatizzati. Il sindacato chiede inoltre l’allontanamento immediato del detenuto responsabile dell’ultima aggressione. “Da troppo tempo la sicurezza dell’istituto e del personale è messa a serio rischio”, conclude la Fns Cisl.
