Proseguono senza sosta le indagini sulla vettura completamente carbonizzata rinvenuta ieri in contrada San Demetrio, nelle campagne di Carlentini, con all’interno resti umani ormai irriconoscibili. La Procura di Siracusa, guidata dal procuratore Sabrina Gambino, ha confermato oggi l’apertura di un fascicolo per omicidio, mantenendo comunque aperto il ventaglio delle ipotesi investigative.
I resti ossei, trasferiti all’Istituto di Medicina Legale di Catania, sono attualmente oggetto di esami approfonditi. Oggi, 7 gennaio 2026, si attende l’esito della Tac e dell’analisi del Dna, ritenuti decisivi per stabilire l’identità della vittima e le possibili cause della morte.
Secondo le prime verifiche, l’auto — una Volkswagen T‑Roc risultata a noleggio — sarebbe riconducibile a Salvatore Privitera, 35 anni, residente a Catania e scomparso nei giorni scorsi. La famiglia, che ha nominato l’avvocato Francesco Marchese, resta in attesa di conferme ufficiali.
Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti del veicolo attraverso:
- il tracciato del gps installato sull’auto
- le celle telefoniche agganciate dal cellulare della presunta vittima
- eventuali immagini di videosorveglianza presenti lungo le vie di accesso alla zona rurale
L’auto è sotto sequestro per ulteriori rilievi tecnici. Non si esclude che l’incendio possa essere stato appiccato per cancellare le tracce di un delitto avvenuto altrove, così come resta possibile che l’omicidio sia stato consumato direttamente all’interno del mezzo.
Privitera aveva alcuni procedimenti pendenti per spaccio di droga, un elemento che gli inquirenti stanno valutando per comprendere se la vicenda possa essere collegata a contrasti nell’ambito dello smercio di stupefacenti. Tuttavia, la Procura non esclude altre motivazioni.
