I cartelli turistici di Pantalica installati per pochi giorni e rimossi ieri, perché
realizzati con immagini e testi errati, erano stati predisposti dal Comune di Sortino che poi li ha forniti
per il progetto “Percorso turistico-culturale dal Parco Archeologico Neapolis di Siracusa alla Necropoli di
Pantalica”, di cui Siracusa è capofila.
È quanto emerge da uno scambio di messaggi ed e-mail tra i funzionari delle due amministrazioni
avvenuto in uno spirito di franca e aperta collaborazione. Il Comune di Siracusa, in quanto capofila, ha
curato la parte amministrativa commissionando la realizzazione e la collocazione dei cartelli ma i file con
le immagini digitali erano stati forniti da Sortino. L’esistenza di questo materiale era emersa nel corso di
una delle riunioni tra Comuni sulle iniziative congiunte per la valorizzazione del sito Unesco “Siracusa e le
necropoli rupestri di Pantalica” e in quella sede i funzionari della città iblea avevano dato la disponibilità a
cederlo per la nuova segnaletica turistica.
Così commenta il sindaco di Siracusa, Francesco Italia: «Il collega di Sortino, Vincenzo Parlato, invece
di praticare lo scaricabarile, avrebbe fatto meglio a verificare la vicenda senza saltare a veloci conclusioni
e indicare il colpevole. Avremmo potuto, invece, accertare insieme i fatti e correre ai ripari ma egli ha
preferito assumere una postura formale con tanto di lettera ufficiale, divulgarla e darne notizia via
social. Da ciò che emerge, le cose sono andate diversamente e l’unico rimprovero che posso fare ai nostri
funzionari è di non avere usato il massimo dell’attenzione quando hanno visionato il materiale. Di questo
mi scuso ma, d’altra parte, nessuno poteva aspettarsi che il Comune di Sortino, proprietario delle
immagini, potesse incorrere in un errore così grave dato che sul territorio ci sono, come lo stesso
sindaco afferma “di diverse guide naturalistiche molto preparate”».
«Mi ha sorpreso e amareggiato – conclude il sindaco Italia – la personalizzazione che di questa
vicenda Parlato ha voluto fare. Come sindaci siamo già esposti tutti i giorni ad attacchi più o meno
fondati e proprio per questo, in tempo di processi mediatici fatti dall’implacabile tribunale dei social, mi
sarei aspettato qualche cautela in più».
