(foto archivio)
Una cartuccia da fucile lasciata sulla scrivania di una dirigente scolastica della provincia di Siracusa riaccende l’allarme sulla sicurezza nelle scuole e sul clima di tensione che, negli ultimi mesi, sta crescendo in maniera preoccupante.
Il gesto, avvenuto in un istituto dell’aretuseo, non è stato accompagnato da messaggi o buste minacciose. Tuttavia, per gli inquirenti non può essere liquidato come una bravata: si tratta di un’intimidazione vera e propria, capace di innalzare sensibilmente il livello di allerta. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, con gli investigatori impegnati a raccogliere elementi utili e a ricostruire il contesto in cui l’episodio è maturato.
Il caso non è isolato. In provincia si registra una preoccupante escalation di atti criminali: bombe carta, incendi dolosi, rapine e minacce rivolte anche ad amministratori locali. Un susseguirsi di episodi che contribuisce a creare un clima di paura diffusa.
La dirigente scolastica ha ricevuto immediata solidarietà dal mondo dell’istruzione. Pinella Giuffrida, rappresentante provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi, ha espresso vicinanza alla collega, ribadendo che nessun dirigente deve sentirsi solo e che la scuola non si farà intimidire da gesti vili.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione la necessità di garantire maggiore protezione a chi opera quotidianamente in ruoli educativi e istituzionali, rafforzando la collaborazione tra scuola, famiglie e forze dell’ordine per assicurare ambienti sicuri e sereni.
