Prosegue al Biblios Cafè l’attività culturale dedicata al cinema e alla sua storia, un percorso che negli anni ha dato vita a un vero movimento indipendente attorno alla Settima Arte. Venerdì 26 giugno, alle 21.30 in via del Consiglio Reginale a Ortigia, la sezione SILENTimAGE presenterà la versione restaurata e colorizzata in 4K di Rapsodia Satanica di Nino Oxilia, accompagnata da musica dal vivo.
L’appuntamento si inserisce nel progetto ideato e diretto da Giuseppe Briffa, oggi in pieno restyling grazie a nuove partnership, nuove traiettorie creative e una più stretta integrazione con il Darkest Dreaming Film Festival. Da settembre a dicembre 2026 il festival proporrà quattro mesi tematici dedicati ai primordi, alle avanguardie e alle post‑avanguardie del cinema, esplorandone le eredità contemporanee.
Durante l’estate The SILENTimAGE si presenterà in forma “ridotta ma potentissima”, come sottolinea Briffa, con eventi che uniscono archeologia del fotogramma e reinvenzione performativa. Da ottobre il progetto sarà parte centrale del CineOktoberFest, giunto alla sesta edizione, confermandosi punto di convergenza tra cinema muto, sperimentazione sonora e performance dal vivo.
Il percorso continua a crescere grazie a un tessuto di collaborazioni: Francesco Pasqua per la direzione critica e cinematografica, Cristina Cosma e Lorenzo Bottaro per produzione e coordinamento video, Vincenzo Orsini per il tessuto sonoro dal vivo e Arianna Vinci, attrice, che amplia la dimensione narrativa e sensoriale delle performance.

Approfondimento: che cos’è The SILENTimAGE
- Restauro digitale — Intervento filologico sul supporto filmico originale: stabilizzazione, pulizia, de‑flickering e ripristino della cadenza fotogrammetrica.
- Mixage multicanale — Sound design elettroacustico con sistemi plurifonici, timbri dark‑psichedelici e spazializzazione immersiva.
- Live performance — Esecuzione con synth analogici, loop station, drum machine e console VJ per il trattamento in tempo reale del video restaurato.
Il processo ridefinisce la percezione del cinema muto, trasformando il documento storico in un’esperienza audiovisiva espansa. I format utilizzati — Mono, Stereo, Dolby, Surround — variano in base alle discipline coinvolte.
