Il Sindaco Pippo Gianni, primo cittadino di Priolo Gargallo, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e al presidente della Regione chiedendo che l’aeroporto di Comiso diventi una struttura pienamente operativa e stabilmente integrata nel sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Le continue chiusure dello scalo di Catania causate dall’attività dell’Etna, sottolinea Gianni, non sono più eventi occasionali ma un problema strutturale che mette a rischio l’immagine, l’accessibilità e l’economia turistica dell’intero territorio.
Il Sindaco evidenzia come la mancanza di un piano automatico di trasferimento dei voli, di collegamenti efficienti e di accordi preventivi con le compagnie aeree esponga la Sicilia orientale a una condizione di vulnerabilità permanente. Per questo chiede interventi immediati: potenziamento dello scalo di Comiso, personale dedicato, servizi adeguati e un’integrazione stabile con Catania, Siracusa, Ragusa e le principali destinazioni turistiche. «Comiso non può essere un semplice tappabuchi — afferma — ma il supporto strategico che garantisce continuità operativa e accessibilità anche nei momenti di crisi».
Alla denuncia del Sindaco Gianni si aggiunge quella di Bernadette Lo Bianco, presidente di Sicilia Turismo per Tutti, che richiama l’attenzione sulle gravi criticità emerse durante l’emergenza Etna: disservizi, mancanza di informazioni accessibili, assenza di piani d’urgenza e condizioni insostenibili per persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini e soggetti fragili. Le testimonianze raccolte descrivono attese interminabili, difficoltà nell’accesso ai farmaci e ai servizi igienici, ambienti saturi e rumorosi, trasferimenti con bus privi di pedane e posti riservati.
Lo Bianco chiede l’attivazione immediata di protocolli dedicati e l’istituzione di un Tavolo Tecnico permanente sull’Accessibilità nelle Emergenze Trasportistiche, coinvolgendo associazioni e operatori del settore per definire linee guida vincolanti. «Un’emergenza non può diventare un alibi per calpestare i diritti delle persone più fragili. L’accessibilità deve valere sempre, soprattutto nei momenti di crisi».
La richiesta congiunta punta a un obiettivo chiaro: garantire che la Sicilia orientale resti sempre raggiungibile, sicura e inclusiva, superando ritardi organizzativi, campanilismi e scelte che rischiano di compromettere il futuro economico e turistico dell’Isola.
