Ammonta a oltre mezzo miliardo di euro il valore dei crediti fiscali legati al Superbonus 110% che, secondo le indagini, sarebbero stati generati senza che i lavori edilizi fossero mai stati eseguiti. La Guardia di Finanza di Siracusa, su disposizione della Procura aretusea, ha sequestrato l’intero ammontare, bloccando un presunto sistema fraudolento di portata nazionale.Le investigazioni, condotte insieme al Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali di Roma e all’Agenzia delle Entrate, hanno ricostruito un meccanismo che, allo stato degli accertamenti, appare riconducibile a una presunta organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Italia. Al centro del sistema figurano oltre 60 società, perlopiù prive di reale operatività, che avrebbero simulato interventi milionari di riqualificazione su 22 condomìni distribuiti in tredici province, tra cui Siracusa, Roma, Bergamo, Messina e Verona.Gli immobili esistevano realmente, ma i lavori erano stati eseguiti da imprese estranee al circuito illecito: i dati sarebbero stati utilizzati all’insaputa di amministratori e proprietari. Secondo gli investigatori, il gruppo farebbe capo a professionisti lombardi incaricati di reperire prestanome per intestare le società coinvolte, mentre l’esecuzione materiale delle operazioni sarebbe stata affidata a due professionisti della provincia di Chieti, abilitati alla piattaforma di cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate. Questi ultimi avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazioni, generando crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società.Il passo successivo prevedeva la cessione dei crediti a soggetti terzi, che li avrebbero utilizzati per compensare debiti tributari reali o monetizzati tramite vendita, trasformando il profitto illecito in disponibilità finanziarie.L’intervento tempestivo della Procura di Siracusa — con cinque decreti di sequestro preventivo d’urgenza, tutti convalidati dal GIP — e il blocco telematico dell’Agenzia delle Entrate ha impedito che centinaia di milioni di euro si disperdessero in una catena di cessioni non più ricostruibile.Sono 12 gli indagati, ai quali vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. In base al principio di presunzione di innocenza, la loro responsabilità potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.La Guardia di Finanza sottolinea come la sinergia tra magistratura, Agenzia delle Entrate e forze investigative sia stata decisiva per neutralizzare un fenomeno fraudolento di dimensioni eccezionali.La conferenza stampa sull’operazione è prevista alle 11 nella sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa.

