La mancata approvazione del bilancio di previsione e la conseguente apertura delle procedure di scioglimento del Consiglio comunale di Priolo Gargallo hanno acceso uno scontro politico senza precedenti, con dichiarazioni dure sia dalla maggioranza sia dall’opposizione.
Da un lato, il capogruppo di Grande Sicilia Priolo, Diego Giarratana, parla di «attacco alla democrazia», denunciando che il Consiglio comunale sarebbe stato privato del proprio ruolo di rappresentanza e controllo. Giarratana attribuisce la responsabilità della crisi al sindaco Gianni, accusato di aver scelto «di governare da solo», rompendo il patto politico con i cittadini e con la stessa maggioranza consiliare. Rivendica inoltre l’azione «legittima, salda e unanime» dei consiglieri negli ultimi mesi, orientata – sostiene – alla razionalizzazione della spesa e alla tutela delle priorità dei cittadini. Il capogruppo richiama anche il proprio impegno istituzionale in ambito provinciale, che a suo dire avrebbe generato insofferenza nel sindaco, pur ribadendo di non aver mai distolto l’attenzione dai problemi del territorio. Lo scioglimento del Consiglio, afferma, rappresenta «una delle pagine più brutte della storia politica di Priolo», frutto di una scelta «consapevole e deliberata». Nonostante ciò, Giarratana conferma la volontà di proseguire il proprio impegno politico con «coraggio e determinazione».
Dall’altro lato, la maggioranza risponde con toni altrettanto netti. Il capogruppo di SiAmo Priolo, Tonino Margagliotti, difende la scelta – definita «forte, consapevole e necessaria» – di bocciare il proprio DUP, presentandola come un atto di responsabilità per superare «l’immobilismo che ha paralizzato il paese per mesi». Margagliotti accusa l’opposizione di aver trasformato il Consiglio in un luogo di «ostruzionismo sistematico», dove ogni proposta dell’Amministrazione sarebbe stata respinta «senza confronto e senza alternative». Secondo il capogruppo di maggioranza, la narrazione che dipinge l’opposizione come vittima sarebbe «falsa», perché a subire il blocco politico sarebbe stata proprio la maggioranza, impossibilitata – sostiene – a portare avanti il programma amministrativo. Con la bocciatura del DUP, afferma Margagliotti, «si chiude una stagione di paralisi» e si apre una nuova fase in cui «saranno i cittadini a giudicare».
Il quadro politico resta dunque profondamente lacerato, con due letture opposte della crisi e delle sue responsabilità, mentre Priolo Gargallo si avvia verso una fase di commissariamento che segnerà un passaggio delicato per la vita amministrativa del Comune.
