Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha presentato un esposto ad ARERA, denunciando la grave e reiterata situazione di criticità del servizio idrico che negli ultimi mesi ha colpito Siracusa, con particolare intensità nei quartieri di Borgata e Ortigia.
Nel documento vengono elencati numerosi episodi di riduzione della pressione, sospensioni improvvise dell’erogazione e interruzioni del servizio, spesso legati a guasti e rotture delle condotte, soprattutto nell’area collegata al serbatoio Teracati. Una sequenza di disservizi che, secondo il Comitato, non può più essere considerata episodica ma rappresenta una criticità strutturale della rete, aggravata da fine marzo, in coincidenza con la fase conclusiva della gestione SIAM.
La situazione risulta particolarmente delicata nel centro storico, dove alla presenza stabile di residenti, famiglie, anziani e persone fragili si somma quella di attività commerciali, ricettive e di ristorazione, già messe alla prova dall’aumento dei flussi turistici. In un contesto UNESCO, sottolinea il Comitato, la continuità dell’acqua non è un servizio accessorio ma un requisito essenziale per vivibilità, salute pubblica, igiene e sostenibilità economica.
Nell’esposto si chiede ad ARERA di verificare il rispetto, da parte di SIAM S.p.A., degli standard nazionali sulla qualità tecnica e sulla continuità del servizio, degli obblighi di informazione agli utenti, del preavviso per le interruzioni programmate, dell’attivazione di eventuali servizi sostitutivi e degli indennizzi automatici previsti dalla normativa.
Il Comitato chiede inoltre particolare attenzione alla fase di transizione verso Aretusa Acque, affinché il passaggio gestionale non comporti un ulteriore peggioramento della qualità del servizio o una riduzione della manutenzione ordinaria e straordinaria.
«Non è accettabile — dichiara il portavoce Davide Biondini — che in una città a forte vocazione turistica, e in particolare nel suo centro storico UNESCO, residenti e operatori economici debbano convivere con cali di pressione, rubinetti a secco, comunicazioni insufficienti e incertezza sui tempi di ripristino. Non si possono aumentare presenze e consumi senza garantire servizi essenziali adeguati».
