In Piazza Bra a Verona un grande evento con oltre 100 artisti
Realizzata anche un’installazione di oltre 30 metri che accoglierà i visitatori del Vinitaly
Un evento artistico che unisce teatro, danza e musica, creando un dialogo tra tradizione e
creazione contemporanea per celebrare l’identità culturale italiana. “Dentro c’è l’Italia” è
l’esperienza immersiva concepita da Giuliano Peparini e realizzata dalla Fondazione INDA per
l’edizione 2026 del Vinitaly.
Dopo il successo ottenuto con l’inaugurazione del G7 Agricoltura e Pesca a Siracusa, il Ministero
dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha affidato a Giuliano Peparini,
direttore artistico e regista noto in tutto il mondo, la regia di un grande evento dedicato
all’eccellenza italiana che l’11 aprile, alle 20 in piazza Bra, davanti all’Arena di Verona,
inaugurerà il Vinitaly 2026 con il coinvolgimento di oltre 100 artisti tra cantanti, ballerini e attori.
Gli allievi della Peparini Academy e dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, la scuola di
teatro dell’INDA, sotto la direzione di Giliano Peparini daranno vita a una spettacolare festa
scenica e un flashmob che coinvolgerà anche 70 danzatori della scuola Urban Dancefloor di
Verona. Lo spettacolo vedrà la partecipazione del cantante e pianista siracusano Ernesto
Marciante e di un duo acrobatico “hand to hand”, dando vita a una travolgente performance
multisensoriale.
Con la creazione di questo evento inaugurale del Vinitaly, Giuliano Peparini unisce tutta l’Italia,
da Roma, a Siracusa, a Verona, valorizzando i giovani talenti italiani attraverso la danza, il canto,
il teatro. “Lo spettacolo crea un dialogo tra tradizione e contemporaneità ispirandosi a grandi
opere del repertorio europeo di autori come Francesco Redi, Euripide e Claudio Monteverdi, –
spiega Peparini, e mette in luce una visione poetica, sensoriale e sacra del vino, inteso come fonte
di gioia, trasformazione e legame collettivo. Attraverso una scrittura scenica immersiva, viene
presentato come simbolo vivo di identità, memoria e condivisione, capace di raccontare storie
intime e collettive”.
“L’invito da parte del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste a
creare un evento come l’inaugurazione del Vinitaly e a realizzare un’installazione scenica è
un’ulteriore dimostrazione di quanto la Fondazione INDA sia ormai un punto di riferimento sul
territorio nazionale – sono le parole del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, presidente
dell’INDA -. Si rinnova anche il connubio con Peparini nel segno dell’arte, del teatro e della
valorizzazione dei giovani talenti, sia della nostra Accademia che della Peparini Academy”.
Giuliano Peparini e la Fondazione INDA saranno protagonisti non solo nella serata inaugurale,
ma per tutto il Vinitaly, dal 12 al 15 aprile. Un’ installazione lunga 30 metri e alta 10 metri
realizzata dalle maestranze dell’INDA accoglierà tutti i visitatori della grande fiera
internazionale: si tratta di una scenografia monumentale ideata da Peparini che valorizza la
professionalità e la maestria del personale dell’INDA, all’interno della quale, su iniziativa del
ministero della Cultura, saranno posizionate sei statue di epoca romana provenienti dalle
collezioni delle Gallerie degli Uffici e da Palazzo Pitti di Firenze. I visitatori potranno percorrere
l’installazione, simbolo del passaggio italiano, dalla materia alla cultura, interagendo con
proiezioni visive, paesaggi sonori ed essenze olfattive per un’immersione completa nei sensi e
nella cultura del vino italiano con protagonisti gli allievi della Peparini Academy.
“Al centro del progetto – aggiunge Giuliano Peparini – c’è la scelta artistica forte di valorizzare i
giovani talenti. Abbiamo coinvolto anche artisti e danzatori di Verona per radicare l’evento nel
territorio conferendogli al tempo stesso una dimensione internazionale. Questo radicamento
locale diventa una vera e propria firma: quella di un’Italia orgogliosa delle proprie radici, aperta
al mondo e animata da un’energia collettiva. Con questa creazione, «Dentro c’è l’Italia» afferma
che il vino, oltre alla sua dimensione economica, resta un potente simbolo di cultura, trasmissione
e vita”.
