SIRACUSA – Durante l’ultimo Consiglio comunale dedicato alla depurazione delle acque reflue e industriali, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha espresso una posizione netta: salvaguardare l’impianto I.A.S., rilanciarne la funzione strategica e non disperdere decenni di investimenti e competenze. “Non possiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca”, è stato il messaggio chiave dell’intervento.
Siracusa vanta una lunga tradizione nella depurazione delle acque civili, con impianti attivi già dagli anni ’70 e ’80 a Cassibile, Belvedere e nel capoluogo. Una gestione tecnica e trasparente ha garantito nel tempo il rispetto delle normative ambientali e un servizio efficiente per i cittadini.
Diversa la situazione dell’impianto Industria Acqua Siracusana S.p.A., nato per servire il polo industriale di Priolo, Augusta, Melilli e Siracusa. Oggi l’impianto è sotto sequestro della Procura, non più conforme agli standard ambientali e tecnologici, con ripercussioni gravi:
- Ambientali, per la qualità delle acque e dell’ecosistema
- Occupazionali, con centinaia di lavoratori in bilico
- Economiche, per il rischio di paralisi del polo industriale
Il gruppo consiliare ha denunciato le responsabilità politiche che hanno trasformato l’I.A.S. in uno strumento di consenso anziché in un’infrastruttura strategica. Ora è tempo di agire:
- Nuovo modello gestionale: tecnico, trasparente, efficiente
- Riqualificazione tecnologica urgente dell’impianto
- Cabina di regia istituzionale con Regione, Comuni, imprese e lavoratori
FdI ha ribadito che Siracusa non deve scegliere tra ambiente e lavoro, ma deve puntare su entrambi. La crisi dell’I.A.S. può diventare un’opportunità per ripensare il modello di sviluppo locale, fondato su sostenibilità, innovazione e responsabilità pubblica.
“La qualità dell’acqua che restituiamo al mare è lo specchio della qualità della nostra democrazia. Siracusa merita acqua limpida e una politica altrettanto trasparente.”
