In Sicilia l’emergenza abitativa sta assumendo caratteristiche strutturali. L’assenza di un Piano casa nazionale efficace e i continui rinvii degli interventi pubblici stanno lasciando irrisolti problemi che si aggravano di anno in anno.
Il caro affitti rappresenta uno dei nodi principali. Nelle città siciliane i canoni sono aumentati tra il 15% e il 25% negli ultimi anni, con picchi nelle zone universitarie e turistiche.
A incidere sulla crisi è anche l’overtourism. La crescita degli affitti brevi sta sottraendo un numero crescente di immobili alla locazione residenziale, riducendo l’offerta per i cittadini e contribuendo all’aumento dei prezzi. Le conseguenze sociali sono evidenti: molti giovani lasciano l’Isola non solo per la mancanza di lavoro stabile, ma anche perché non riescono più a sostenere il costo di un’abitazione.
Di fronte a questo quadro, cresce la richiesta di un piano straordinario regionale che punti al recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, alla costruzione di nuova edilizia residenziale, alla regolamentazione degli affitti brevi e a un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà, utilizzando in modo efficace le risorse disponibili, inclusi i fondi di coesione.
