Nella notte del 25 giugno, un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri — coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i minorenni di Catania — ha portato all’esecuzione di due ordinanze di misure cautelari nei confronti di cinque persone, tre delle quali minorenni, tutte residenti a Priolo Gargallo.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa, dal Commissariato di Priolo e dalla Compagnia Carabinieri di Siracusa, hanno fatto emergere gravi indizi relativi a estorsioni tentate e consumate aggravate dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, associazione finalizzata allo spaccio di droga, detenzione e porto abusivo di armi e danneggiamenti tramite incendio.
Secondo quanto ricostruito — sempre nel rispetto della presunzione d’innocenza — gli indagati avrebbero imposto servizi di guardiania o richieste di denaro a chioschi e lidi della costa priolese, con minacce di ritorsioni in caso di rifiuto, tra cui incendi e aggressioni.
Figura centrale tra i maggiorenni sarebbe un cinquantunenne, ritenuto responsabile non solo delle estorsioni ma anche della gestione dello spaccio sul territorio e dell’intestazione fittizia di un chiosco a familiari per eludere la normativa antimafia. L’altro maggiorenne, ventiquattrenne, è gravemente indiziato anche per la detenzione e il porto abusivo di armi da fuoco.
Le misure eseguite: custodia cautelare in carcere per i due adulti, collocamento in comunità per due minorenni e permanenza in casa per il terzo.
