Un detenuto inserito nel circuito dell’Alta Sicurezza è evaso nelle prime ore della mattina dalla Casa di reclusione di Augusta/Brucoli, facendo scattare l’allarme e avviando immediate ricerche da parte delle forze dell’ordine. Restano ancora da chiarire le modalità della fuga, il momento esatto in cui si è verificata e i varchi che avrebbero consentito al detenuto di superare i sistemi. L’evasione si inserisce in un quadro già critico per il penitenziario augustano, che — secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 24 agosto — ospita 476 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 364, con 97 posti non disponibili. Una condizione di sovraffollamento che si somma alle recenti vicende che hanno coinvolto l’istituto: un’indagine sul traffico di droga interno con 16 misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza e una denuncia sindacale relativa ad aggressioni ai danni degli agenti di Polizia penitenziaria.A rendere nota la fuga è stato Nello Bongiovanni, ex sindacalista della Polizia penitenziaria, che definisce l’episodio “di estrema gravità”. Secondo Bongiovanni, le carceri sarebbero ormai “nelle mani dei detenuti”, anche a causa di un clima che avrebbe alimentato un senso di impunità, mentre il personale dello Stato verrebbe mortificato nell’esercizio delle proprie funzioni. Da mesi chiede un cambio di passo e interventi strutturali per affrontare quella che definisce “una mattanza”.Le indagini sono ora concentrate sui punti chiave della vicenda: come sia avvenuta la fuga, quali vulnerabilità siano state aggirate e quali responsabilità possano emergere. Gli accertamenti in corso dovranno fornire risposte rapide e riportare al centro il tema della sicurezza degli istituti e della tutela del personale che vi opera quotidianamente.
