Siracusa si colloca al 14° posto tra le province italiane più indebitate, secondo un’analisi pubblicata oggi dal Sole24Ore, condividendo con Palermo il primato regionale per percentuale di popolazione con crediti attivi: ben il 68%.
Il quadro del debito Il debito medio residuo delle famiglie siracusane, aggiornato a giugno 2025, è pari a 22.763 euro, composto in larga parte da crediti finalizzati, ovvero prestiti concessi per l’acquisto di beni o servizi specifici (auto, elettrodomestici, corsi di formazione), non utilizzabili per altre spese.
Secondo la mappa del credito del Crif, per estinguere il debito medio, un cittadino siracusano dovrebbe accantonare 16,2 mensilità di stipendio lordo, calcolate sulla base della retribuzione media provinciale. Un dato che, pur evidenziando una certa vulnerabilità, risulta meno critico rispetto ad altre realtà italiane, come Rimini, dove servirebbero 30 mensilità.
Preoccupante il dato sulla capacità di risparmio: le famiglie siracusane riescono a mettere da parte solo il 4,7% del reddito disponibile, contro una media nazionale dell’8,3%. Un segnale di equilibrio finanziario precario, aggravato da inflazione persistente e tassi d’interesse elevati, che mettono a dura prova la sostenibilità economica dei nuclei familiari.
Nonostante tutto, il tessuto sociale locale mantiene una solidità culturale e relazionale: spesso le reti familiari svolgono un ruolo di supporto fondamentale, riducendo la necessità di ricorrere a finanziamenti esterni.
Il rapporto tra salari e indebitamento è un indicatore chiave della tenuta economica del territorio, influenzato da fattori come occupazione stabile, propensione al consumo e educazione finanziaria. In un contesto come quello siracusano, è fondamentale salvaguardare l’equilibrio attuale, perché la salute finanziaria delle famiglie è il pilastro su cui poggia l’intera economia locale.
