Continua a crescere la preoccupazione per la grave situazione dell’erogazione idrica in Ortigia, dove residenti e numerosi operatori economici segnalano ancora assenza totale d’acqua o flussi estremamente ridotti. Il disservizio si verifica nel pieno della stagione turistica, aggravando le difficoltà quotidiane e mettendo in crisi bar e ristoranti, strutture ricettive e attività extralberghiere che necessitano di un approvvigionamento regolare per operare in condizioni normali.
Nella giornata di ieri la situazione è peggiorata sensibilmente: in mattinata circa metà delle utenze riceveva un flusso minimo, mentre nel pomeriggio il numero delle segnalazioni di totale assenza del servizio ha raggiunto il 70%. Le criticità risultano ancora più gravi ai piani superiori, dove la pressione — già insufficiente al piano strada — non riesce a raggiungere gli alloggi più elevati.
Il fenomeno appare coerente con un ulteriore abbassamento della pressione nelle ore di maggiore consumo, coincidenti con la piena attività delle strutture commerciali e ricettive. Come già evidenziato sia dal precedente gestore Siam sia dall’attuale Aretusacque, l’aumento simultaneo dei prelievi, anche legato alla presenza turistica, mette ulteriormente in difficoltà una rete che opera da tempo con portata e pressione insufficienti. Ciò che emerge con chiarezza è l’incapacità dell’attuale sistema di sostenere la domanda collettiva in un periodo di forte afflusso.
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha già inviato una segnalazione formale ad Aretusacque, chiedendo chiarimenti sulle cause del disservizio, sugli interventi in corso, sulle misure di emergenza e sui tempi previsti per il ripristino completo dell’erogazione. In una situazione di tale gravità non è sufficiente comunicare genericamente l’esistenza di un guasto: residenti e operatori devono conoscere con precisione lo stato dei lavori, le tempistiche realistiche e le eventuali soluzioni alternative disponibili.
Al momento si attende ancora un riscontro completo. Ci si augura che Aretusacque garantisca un deciso cambio di passo, assicurando una comunicazione più tempestiva, dettagliata e continuativa fino alla piena normalizzazione del servizio.
Il protrarsi dell’assenza d’acqua, o di una pressione insufficiente, non può essere considerato un disagio secondario: incide sulla vivibilità delle abitazioni, sull’igiene, sulla salute, sull’attività economica e sull’immagine stessa della città.
