Il cimitero monumentale di Siracusa, luogo di memoria, arte e profondo raccoglimento per l’intera comunità, versa da tempo in condizioni di grave e diffusa sofferenza. Una recente ricognizione all’interno della struttura di contrada Canalicchio fa emergere un quadro di trascuratezza che solleva non poche preoccupazioni e indignazione tra i cittadini che, quotidianamente, si recano a trovare i propri cari. Le immagini raccolte nel nostro reportage fotografico parlano chiaro e documentano uno scenario che ferisce il decoro urbano e la sacralità del luogo.
Un percorso tra incuria e pericoli: la cronaca del declino
Muri maestosi ma ormai scrostati dall’umidità, calcinacci ben visibili a terra lungo i vialetti e intere strutture che mostrano i segni evidenti del tempo e della prolungata mancanza di manutenzione ordinaria: si presenta così, agli occhi dei visitatori, l’antico camposanto siracusano.
A rendere lo scenario ancora più desolante è la presenza della vegetazione incontrollata. Le sterpaglie hanno ormai invaso non solo le aree periferiche, ma anche i corridoi principali e i varchi tra le tombe, arrivando in alcuni casi a coprire le storiche sepolture o a ostacolare il passaggio pedonale, soprattutto per gli anziani e le persone con mobilità ridotta. Questa situazione di fatiscenza non rappresenta soltanto un problema estetico o di rispetto per i defunti, ma solleva anche urgenti interrogativi sulla sicurezza dei luoghi. Il rischio di piccoli distacchi di intonaco e cedimenti strutturali dalle coperture e dai cornicioni appare infatti tangibile in più settori della struttura.
Oltre un secolo di storia: dal progetto del 1889 ai giorni nostri
Per comprendere l’importanza di questo sito e la gravità del suo attuale stato, è necessario fare un passo indietro nella storia cittadina. Il cimitero monumentale di Siracusa non è un semplice luogo di deposizione, ma un patrimonio storico e architettonico specchio della città. Venne progettato nella seconda metà dell’Ottocento, in un periodo di forte rinnovamento urbano e in linea con le riforme igienico-sanitarie dell’epoca, che imponevano lo spostamento dei luoghi di sepoltura al di fuori delle mura cittadine per tutelare la salute pubblica.
L’inaugurazione ufficiale avvenne nel dicembre del 1889. Da quel momento, l’area di contrada Canalicchio iniziò a raccogliere non solo la memoria dei siracusani, ma anche eccezionali testimonianze d’arte. Il camposanto si è trasformato nei decenni in un vero e proprio museo a cielo aperto: custodisce cappelle gentilizie di pregevole fattura architettonica, monumenti funerari in pieno stile Liberty e sculture neoclassiche che testimoniano l’abilità delle maestranze locali e la storia della borghesia e della nobiltà siracusana a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Qui riposano, inoltre, le spoglie di illustri personalità che hanno dato lustro a Siracusa nel campo della cultura, della politica, della scienza e dell’arte.
Il nodo del nuovo camposanto sulla strada per Canicattini
Alle critiche sulla manutenzione si lega a doppio filo il dibattito, ormai pluridecennale, sulla saturazione degli spazi disponibili al Canalicchio. Da anni, infatti, si discute della necessità di un secondo cimitero cittadino per rispondere alle esigenze di una popolazione cresciuta rispetto a fine Ottocento. Il piano per la realizzazione di una nuova struttura, individuata lungo la strada provinciale che conduce a Canicattini Bagni, è rimasto tuttavia uno dei nodi irrisolti della programmazione urbanistica locale. Tra annunci, varianti al piano regolatore e iter burocratici mai giunti a una concreta svolta, il progetto non si è mai concretizzato, lasciando l’intero peso dei servizi cimiteriali sull’ormai storico e fragile sito ottocentesco.
L’appello della cittadinanza per un cambio di passo
Il contrasto tra il valore storico-monumentale del sito e il suo attuale stato di abbandono appare stridente e ingiustificabile. Nel corso degli ultimi anni si sono susseguiti annunci di progetti di riqualificazione, interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza e piani di manutenzione straordinaria da parte delle diverse amministrazioni comunali. Tuttavia, i nodi strutturali continuano a riemergere periodicamente, dimostrando che l’approccio emergenziale non è più sufficiente.
La cittadinanza e i visitatori chiedono oggi un netto cambio di passo alle istituzioni preposte. Non servono più interventi tampone per arginare le singole criticità, ma un piano organico e permanente di manutenzione, pulizia e restauro conservativo. Restituire al cimitero di Siracusa la dignità e la sicurezza che merita è un dovere civile, un atto di rispetto verso chi non c’è più e la salvaguardia di un pezzo insostituibile della nostra identità collettiva.
