Lungo la passeggiata del Foro Italico, in Ortigia, dove la bellezza del mare incontra la
storia delle fortificazioni spagnole, sorge un monumento che oggi appare come una ferita
aperta: la Fontana degli Schiavi. Inserita con eleganza nel prospetto murario che guarda il
porto grande, questa preziosa testimonianza cinquecentesca giace oggi in uno stato di
umiliante abbandono, soffocata da sporcizia e trascuratezza.
Le pietre calcaree, che un tempo vedevano scorrere l’acqua a ristoro di marinai e passanti,
sono ora assediate da erbacce infestanti e detriti. I mascheroni che danno il nome alla
fontana, elementi di pregio dell’architettura tardo-rinascimentale, appaiono deturpati
dall’incuria. Nonostante la posizione centralissima e il flusso costante di turisti che
percorrono la Marina, questo monumento sembra essere diventato un «angolo invisibile»
per le autorità cittadine.
L’attuale degrado non è solo estetico:
La mancanza di manutenzione ordinaria accelera l’erosione delle superfici lapidee, già
provate dalla salsedine.
L’accumulo di rifiuti all’interno della vasca trasforma un simbolo di accoglienza in un
ricettacolo di degrado.
L’assenza di una valorizzazione adeguata permette che il vandalismo e l’indifferenza
prendano il sopravvento proprio in uno dei punti più fotografati della città.
La necessità di un intervento immediato
Non è accettabile che un elemento così caratteristico del Foro Italico sia lasciato morire
nell’ombra. La cittadinanza chiede a gran voce un piano di restauro conservativo che
restituisca dignità alla fontana. È fondamentale che si ripristini il flusso idrico e si preveda
una pulizia costante, affinché la Fontana degli Schiavi torni a essere un vanto per Ortigia e
non un simbolo di decadenza.
«Vedere la Fontana degli Schiavi ridotta in questo stato, proprio sul lungomare, è un
insulto alla nostra storia», commentano i passanti.
Finché non si decide di investire nella tutela attiva, monumenti come questo rimangono
esempi di una bellezza tradita, abbandonati all’incuria proprio sotto gli occhi di chi
dovrebbe proteggerli.
