Il Liceo Corbino, dopo mesi di riserbo istituzionale, interviene pubblicamente sulla vicenda della riorganizzazione scolastica provinciale, sottolineando come la scelta del silenzio non sia mai dipesa dalla mancanza di argomenti, ma dalla convinzione che questioni così delicate dovessero trovare soluzione nelle sedi competenti e non nel confronto di piazza.
Alla luce della recente sentenza del TAR — che ha confermato la legittimità delle decisioni del Libero Consorzio — la scuola ritiene ora necessario rappresentare anche la propria posizione. Se il principio invocato è quello di dare voce agli studenti, afferma il Liceo, allora devono essere ascoltati tutti: anche i circa 1.400 alunni del Corbino e, in particolare, gli oltre 800 che frequentano il plesso di via Pitia, una struttura che presenta criticità note e che da anni limita il pieno esercizio del diritto allo studio.
Gli studenti del Corbino avrebbero molte ragioni per manifestare: laboratori insufficienti, spazi sportivi inadeguati, ambienti non pienamente funzionali. Eppure non lo hanno fatto. La scuola ha scelto la via della responsabilità istituzionale, evitando contrapposizioni tra comunità scolastiche e rinunciando a trasformare un procedimento amministrativo in una mobilitazione pubblica.
Il Liceo ricorda di essersi affidato ai dati, agli atti e alle valutazioni degli organi competenti, oggi confermati dal giudice amministrativo. Per questo definisce “grave” che una decisione assunta da un ente pubblico, fondata su elementi oggettivi e ritenuta legittima dal TAR, venga descritta in alcuni interventi come “clientelare”: un’accusa che, secondo la scuola, insinua logiche estranee all’interesse pubblico e non trova riscontro nel percorso amministrativo seguito.
Il Corbino osserva inoltre come alcune proteste continuino a ignorare non solo le decisioni degli enti competenti, ma anche le esigenze di centinaia di studenti che da anni attendono risposte concrete ai problemi strutturali della loro sede.
La comunità scolastica ribadisce quindi il principio che ha guidato finora il proprio comportamento: rispetto delle istituzioni, rispetto dei fatti e tutela dell’interesse generale, ricordando che il diritto allo studio appartiene a tutti gli studenti della provincia.
La Comunità Scolastica del Liceo Corbino di Siracusa

