Palermo, dicembre 2025 – Il gip del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, ha disposto gli arresti domiciliari per Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana, Roberto Colletti, già direttore generale dell’ospedale Villa Sofia–Cervello, e Antonio Iacono, ex direttore del Trauma Center della stessa struttura. Per tutti e tre è stato stabilito il divieto assoluto di comunicazione con altri indagati e con esponenti della pubblica amministrazione o del mondo imprenditoriale. Non è stato invece applicato il braccialetto elettronico, ritenuto non necessario.
La decisione arriva nell’ambito di una vasta indagine della Procura di Palermo, che aveva chiesto misure cautelari più ampie. Il giudice ha accolto solo in parte le richieste dei pm Maurizio de Lucia, Claudio Camilleri, Giulia Falchi e Andrea Zoppi, dopo settimane di interrogatori e verifiche condotte dai carabinieri del Ros.
Altre misure cautelari
- Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Vito Raso, storico collaboratore di Cuffaro; Marco Dammone, ex funzionario della Dussmann; e Mauro Marchese, legale rappresentante della stessa società.
- Per Dammone e Marchese è stata disposta anche l’interdizione dall’esercizio di impresa per un anno, per impedire loro di operare in settori collegati alle contestazioni.
Indagati senza misure personali
Restano coinvolti, ma senza limitazioni cautelari, figure di rilievo politico e amministrativo: Saverio Romano (deputato nazionale, Noi Moderati), Carmelo Pace (deputato regionale Dc), Paolo Bordonaro (direttore ospedale Umberto I di Siracusa), Alessandro Caltagirone (dg Asp Siracusa), Giuseppa Di Mauro (dirigente Asp), Paolo Emilio Russo (dirigente ospedale Avola–Noto), oltre a imprenditori e dirigenti come Sergio Mazzola, Giovanni Tomasino e Alessandro Vetro.
Le accuse
Secondo la Procura, una parte del sistema corruttivo si sarebbe sviluppata attorno al concorso per operatori socio-sanitari dell’ospedale Villa Sofia. Colletti avrebbe nominato Iacono presidente della commissione, che avrebbe consegnato in anticipo le prove a Raso, poi recapitate a Cuffaro e infine a una candidata. In cambio, Colletti avrebbe ottenuto il sostegno di Cuffaro nelle nomine dei manager sanitari.
Il secondo filone riguarda l’appalto da milioni di euro per portierato e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, aggiudicato alla Dussmann. Qui la Procura ipotizza pressioni e relazioni volte a indirizzare la gara. Per Saverio Romano la contestazione è diversa: traffico di influenze, non corruzione, per un presunto tentativo di favorire un imprenditore.
Prossimi passi
Ora si apre la fase successiva dell’inchiesta: interrogatori, eventuali impugnazioni e valutazione definitiva degli indizi in vista di un possibile processo.
