Salvatore “Totò” Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia e segretario nazionale della Democrazia Cristiana, ha annunciato questa mattina le sue dimissioni irrevocabili dalla guida del partito. La decisione arriva mentre è travolto da una nuova inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura di Palermo, che ha chiesto per lui gli arresti domiciliari con l’accusa di essere il promotore di un’associazione a delinquere finalizzata a pilotare appalti e concorsi pubblici, in particolare nel settore sanitario.
Secondo gli inquirenti, Cuffaro avrebbe messo a disposizione la sua rete di contatti per influenzare nomine, gare d’appalto e concorsi pubblici, con l’obiettivo di favorire imprenditori “amici” e rafforzare il proprio consenso politico. Al centro dell’indagine, una gara truccata all’ASP di Siracusa e un concorso per 15 operatori socio-sanitari all’ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo.
Tra gli indagati figurano anche l’ex ministro Saverio Romano, il direttore generale dell’ASP di Siracusa Alessandro Maria Caltagirone (sponsorizzato da Cuffaro), il faccendiere Antonio Abbonato, l’ex parlamentare Ferdinando Aiello e diversi dirigenti sanitari e pubblici ufficiali.
Nell’inchiesta è coinvolto anche il tenente colonnello dei Carabinieri Stefano Palminteri, accusato di aver violato il segreto istruttorio per informare Cuffaro e il deputato regionale Carmelo Pace dell’esistenza di indagini a loro carico. In cambio, avrebbe chiesto un favore per la moglie. Anche per lui la Procura ha chiesto i domiciliari.
Le intercettazioni raccolte dai ROS dei Carabinieri rivelano un presunto sistema di controllo sulle nomine e sulle gare pubbliche. In una conversazione con il suo collaboratore Vito Raso, Cuffaro afferma: “I bandi prima di essere pubblicati li dobbiamo mandare a tutti i nostri amici”. Raso, a sua volta, riceve in anteprima documenti riservati dalla dirigente regionale Maria Letizia Di Liberti, anche lei indagata.
In una nota ufficiale, Cuffaro ha comunicato di aver consegnato le dimissioni al presidente del partito Renato Grassi e al segretario organizzativo Pippo Enea, ringraziando chi ha condiviso con lui “un percorso di impegno e di servizio al partito”. Il Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana è stato convocato per il 20 novembre per formalizzare le dimissioni e decidere le prossime mosse organizzative.
