È stato affollato l’incontro che si si è tenuto presso il Centro Pio La Torre, in piazza Santa Lucia, dal titolo: “Pillirina: Una riserva di futuro”, organizzato da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) con gli obiettivi di fare il punto sull’iter di istituzione della “Riserva Naturale Orientata Terrestre Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena” e di comprendere come la Riserva terrestre possa fungere da volano per l’economia sostenibile del territorio. Un incontro con tante voci che ha permesso di comprendere meglio quanto sia importante preservare uno dei luoghi più belli di Siracusa.
L’incontro è stato introdotto e moderato da Salvo La Delfa (coportavoce provinciale Europa Verde Siracusa – AVS) e da Sebastiano Zappulla (presidente provinciale Sinistra Italiana Siracusa – AVS). Sono intervenuti esponenti delle associazioni ambientaliste, Fabio Morreale (Natura Sicula), Paolo Tuttoilmondo (Legambiente) e Marco Mastriani (Ente Fauna Siciliana) ed esponenti delle riserve, Fabio Cilea (Direttore Riserva Naturale Saline di Priolo), Patrizia Maiorca (Presidente Area Marina Protetta del Plemmirio, AMP).
Le opportunità per il territorio della Riserva sono state trattate da Giuseppe Macca (Esperto in economia sostenibile, Ethics4Growth, UniPa, UniKore), Daniela Quacinella (Esperta in strategie di marketing e progettazione collaborativa), Giusi Orefice (operatrice economica, proprietaria Resort Borgo Pantano) e da Tatiana Gambarro (presidente associazione Plemmyrion). E’ intervenuto anche Carmelo Maiorca (giornalista). A sorpresa è intervenuto anche il vigilantes dell’Elemata, Giuseppe Cassia. Ha preso la parola anche Nino Attardo. L’incontro si è concluso con una degustazione di pane ed olio extravergine del nostro territorio. Di seguito il resoconto dell’incontro.
Salvo La Delfa ha ricordato quali siano stati i motivi dell’organizzazione di questo incontro, gli obiettivi che si è desiderato raggiungere, fare il punto sull’iter di istituzione della “Riserva Naturale Orientata Terrestre Capo Murro di Porco e penisola della Maddalena” e comprendere come la Riserva terrestre possa fungere da volano per l’economia sostenibile del territorio, con la possibilità di coniugare la salvaguardia dell’ambiente con nuove opportunità per il territorio, una Riserva naturale orientata terrestre che permetta di conservare habitat, biodiversità, paesaggio e valori culturali e che attivi una economia di qualità, integrando la conservazione, una fruizione lenta e filiere locali a basso impatto. Ha ricordato che sono passati 16 anni da quando fu presentato il progetto del resort Four Seasons che prevedeva anche un isolotto artificiale e ha fatto un excursus delle due azioni (blocco del progetto, istituzione della riserva) che sono state condotte dagli ambientalisti in questi anni per salvaguardare uno dei luoghi più belli di Siracusa. 16 anni che hanno visto una enorme partecipazione da parte delle associazioni, con SOS Salviamo Siracusa che comprende 48 sigle e le tante marce partecipate dai siracusani.
Sebastiano Zappulla ha evidenziato che è obiettivo di Alleanza Verdi e Sinistra di entrare nel cuore dei temi, affrontandoli con esperti e portandoli all’attenzione dell’opinione pubblica. Un atteggiamento molto pragmatico che differenzia AVS da altri gruppi politici.
Fabio Morreale, pur sicuro dell’istituzione della riserva terrestre ha ritenuto che non mancherà sicuramente un ricorso al Tar da parte di Elemata contro il decreto assessoriale. Inoltre, ha auspicato che Capitaneria di Porto, Demanio Marittimo e Comune di Siracusa facciano rispettare il codice della navigazione per permettere a tutti di usufruire del tratto di costa. Chiede al Comune di Siracusa di diffidare Elemata che con la sosta delle guardie giurate in via Sant’Agostino impedisce la libera fruizione di superfici comunali.
Paolo Tuttoilmondo ha ricordato che tutto iniziò con la Marcia dello Zingaro, che portò all’emanazione della prima legge italiana di istituzione dei parchi e delle riserve e da allora, da 45 anni, sono stati raggiunti tanti risultati dal punto di vista vincolistico, di tutela e salvaguardia dei luoghi. Ricorda l’iter di Istituzione della riserva di Vendicari, dove negli anni ‘70 si pensava di realizzare una raffineria e negli anni ‘80 si voleva realizzare un porto turistico e solo le battaglie lungimiranti degli ambientalisti hanno evitato queste possibilità. Ha ricordato che l’Istituzione di una riserva da sempre ha generato uno scontro tra interessi privati e tutela dei beni da parte della collettività, le riserve sono sempre nate dall’emergenza di tutelare aree di particolare bellezza da iniziative economiche tutelando l’interesse pubblico dall’interesse privato. Ha evidenziato che la riserva della Pillirina e quella di Punta Bianca ad Agrigento sono le uniche due in cui si è riattivata l’istituzione accelerando l’iter dopo il blocco della sentenza della Corte Costituzionale che dichiarava mancante nella legge regionale siciliana la concertazione. Tuttoilmondo ha sostenuto di essere vicini all’Istituzione ma ancora oggi c’è chi si batte per mantenere la perimetrazione, la regolamentazione della riserva in maniera tale da escludere qualsiasi intervento edilizio e chi, tutelando gli interessi privati, tende all’istituzione della riserva in maniera tale che non nuoccia all’investimento privato.
E’ intervenuto Marco Mastriani, che ha precisato come l’Area Marina Protetta del Plemmirio più volte ha segnalato alla Capitaneria di Porto l’impossibilità di accedere alle particelle demaniali che permettono di raggiungere il mare. Ha ricordato l’approvazione nel 2011 in consiglio comunale delle Varianti della Bellezza e il compianto Ettore Di Giovanni. Ha sottolineato che le riserve oltre a tutelare ambienti naturali permettono lo sviluppo dell’ecoturismo ricordando che Vendicari ha 600 mila visitatori mentre la riserva dello Zingaro un milione. Secondo Marco Mastriani esistono due tipi di visioni: un tipo che predilige i villaggi turistici, i megaimpianti fotovoltaici, le pale eoliche, le grosse holding e un tipo, un modello, che è quello che sostengono le associazioni, che prediligono gli operatori locali, le imprese servizi turistici, un ecoturismo che si basa sulla difesa delle risorse ambientali. Ha evidenziato che in provincia di Siracusa sono presenti 7344 strutture alberghiere ed extra alberghiere e la stragrande maggioranza di loro sono concentrate nel comune di Siracusa (3264) e nel comune di Noto (1377) perché il parco archeologico e la riserva di Vendicari sono grandi attrattori e le persone scelgono la bellezza del sud est siciliano. Ha sottolineato che il 31% dei Comuni italiani ricadono in aree protette e i dati dimostrano che questi comuni hanno economie in crescita, in contrasto a quanto raccontato da chi si oppone al Parco degli Iblei.
E’ stato , poi, il turno di Patrizia Maiorca che ha ricordato subito la bellezza della Pillirina, a partire dalla stessa stradella di Sant’Agostino. Come Presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio dopo aver saputo della proposta di sdemanializzazione da parte di alcuni proponenti che tutelano interessi privati, aveva dato incarico ad un geologo per verificare e fare dei rilievi sulle pozze di marea e sulle latomie, che sono presenti e, quindi, non possono essere sdemanializzate, non possono essere eliminate. Ha sottolineato come parlare di sdemanializzazione di questi luoghi è una follia, è un abuso. Ha ricordato di aver scritto all’Assessorato regionale allegando lo studio del geologo. Ha evidenziato come adesso la vicenda sembra essersi arenata ma ancora continua l’abuso da parte del vigilante che impedisce alle persone di accedere ai luoghi, sottolineando che è diritto di chi è bloccato all’ingresso di chiamare la Capitaneria di Porto che condivide le posizioni di accesso alla costa. Infine, ha auspicato che la riserva terrestre possa costituire un unicum con l’Area Marina Protetta.
E’ intervenuto Giuseppe Macca sostenendo che anche il privato ha un ruolo determinante e fondamentale nel generare lo sviluppo sostenibile all’interno di una comunità e che non c’è una necessaria antitesi tra intervento privato e sviluppo sostenibile. Ha sottolineato che viviamo in un mondo con risorse limitate e con queste dobbiamo generare uno sviluppo economico sostenibile. Solo grazie alla tecnologia, a parità di risorse e di lavoro, è possibile produrre di più. Ha ricordato che esistono in campo economico due teorie: quella di Adam Smith, la teoria della mano invisibile, della deregolamentazione statale in maniera tale che la competizione possa generare ricchezza, in cui un homo economicus, che prende decisioni razionalmente, vuole esclusivamente un vantaggio economico e la teoria dell’economista napoletano Antonio Genovesi, che sviluppa una economia relazionale, basata sulla fiducia, sullo scambio di valore e non sulla ricerca del vantaggio. Giuseppe Macca ha evidenziato che una economia sostenibile debba partire dalla teoria di Genovesi, in cui il coinvolgimento della comunità locale è un parametro determinante per lo sviluppo sostenibile. Ha ritenuto che è possibile gestire parchi e riserve con una integrazione economica, con interventi economici realizzati in maniera corretta, che la società civile stabilisce corretti. Secondo Macca la società civile può decidere quali sono i parametri dell’intervento privato all’interno della riserva in maniera che non prevalga l’utile alla Adam Smith. Ha concluso affermando che il turismo è un settore economico drenante, è un settore accessorio, i lavori generati dal turismo sono lavori dove pochi guadagnano tantissimo e molti guadagnano pochissimo, ed è altamente precario e stagionale.
Ha preso la parola Fabio Cilea che ha introdotto il suo intervento affermando di voler raccontare la sua esperienza di gestione per 25 anni di un’area protetta in un contesto complesso, dove 25 anni fa parlare di Natura, di biodiversità, di conservazione era un’utopia. Secondo Cilea l’elemento più importante, intrinseco di una riserva, è la biodiversità, in quanto è noto che un ecosistema integro è importante per i cambiamenti climatici, per la mitigazione ai cambiamenti climatici. Un’area protetta nasce per un motivo fondamentale che è la Conservazione della Natura ed è solo per questo che viene istituita. Cilea ha ricordato che spesso si parla di fruizione ma si dimentica il punto fondamentale della biodiversità senza la quale non si ha nessun tipo di fruizione. La biodiversità è il principale contenuto di una narrazione, un racconto che è necessario fare affinché la biodiversità possa essere salvaguardata. Il direttore della Riserva Saline di Priolo ha evidenziato che l’area di Capo Murro di Porco e della Pillirina è inserita nella direttiva Habitat e nella direttiva Uccelli e questi sono elementi di base dai quali noi dobbiamo partire. Le basi di gestione di un’area protetta sono la pianificazione, il monitoraggio scientifico, la governance della fruizione, l’educazione ambientale, e la story telling, la possibilità di raccontare il territorio.
Daniela Quacinella che ritiene che è importante utilizzare, quando si parla della valorizzazione del territori,o una progettazione partecipativa che permetta di tenere in considerazione tantissimi fattori. Ha evidenziato come spesso accada che non c’è collaborazione, si creano compartimenti dove è difficile progettare insieme e arrivare a delle decisioni inclusive e condivise. Ha spiegato che il suo lavoro è quello di costruire non solo dialogo e collaborazione ma anche di portare una metodologia pragmatica che crei gruppi di lavoro, quando si decide ad esempio di attuare una visione come ad esempio quello della riserva terrestre della Pillirina. Il marketing è uno strumento che può essere utilizzato per proteggere una riserva, per raccontare un territorio per valorizzarlo, e decidere i limiti di una economia che non vada a sfruttare la riserva ma che prediliga la sua sostenibilità
È intervenuta Giusi Orefice che ha sottolineato che una riserva naturale non si protegge da sola ma ha bisogno del rispetto di tutti, che ha bisogno di trovare un compromesso tra fruibilità e rispetto della natura esistente, ha bisogno dei servizi. La sua struttura alberghiera che si trova all’interno della riserva Ciane Saline fa degli sforzi per essere ecosostenibile ma poi i turisti si ritrovano una riserva, quella del Ciane Saline, piena di immondizia e di sporcizia.
E’ intervenuta anche Tatiana Gambarro, che ha esposto il punto di vista di chi vive nella istituenda riserva, e ha auspicato che la Riserva terrestre venga istituita al più presto, affermando che i residenti sono pronti a dare il loro contributo affinché ciò possa accadere.
Carmelo Maiorca ha, invece, alleggerito l’incontro con un intervento di satirico.
Nella fase finale, riservata agli interventi dei partecipanti all’incontro, ha preso la parola Giuseppe Cassia, vigilante e custode di Elemata della Pillirina. Ha sostenuto che tanti non sanno come stanno realmente le cose, ha affermato di aver visto delle carte in cui le particelle non erano presenti quando sono stati comprati i terreni che erano già sdemanializzati, dichiarando di non essere all’incontro in veste ufficiale di Elemata, ed evidenziando che, secondo lui, ci sia stato un attacco personale al Marchese, che è il primo favorevole alla Riserva, che non è stato mai ascoltato.
