La Procura della Repubblica di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha avviato un’indagine su presunti appalti pilotati nel settore sanitario regionale, risalenti al 2023. L’inchiesta coinvolge 18 indagati, tra politici, dirigenti sanitari e funzionari pubblici, accusati a vario titolo di:
- Associazione a delinquere
- Turbativa d’asta
- Corruzione
Tra i nomi più rilevanti figurano:
- Salvatore “Totò” Cuffaro, ex presidente della Regione Siciliana e leader della Democrazia Cristiana
- Saverio Romano, parlamentare di Noi Moderati
- Carmelo Pace, deputato regionale all’Ars
- Alessandro Maria Caltagirone, direttore generale dell’Asp di Siracusa
- Roberto Colletti, ex manager di Villa Sofia
- Ferdinando Aiello, ex parlamentare calabrese
Misure cautelari e perquisizioni
I carabinieri del Ros hanno notificato a tutti gli indagati l’invito a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari (gip), che dovrà valutare la richiesta di arresti domiciliari. Per Saverio Romano, essendo parlamentare, sarà necessario il via libera del Parlamento ai sensi dell’art. 68 della Costituzione.
Sono state inoltre disposte perquisizioni presso abitazioni e uffici degli indagati, con l’obiettivo di evitare la dispersione delle prove dopo la notifica degli atti.
Le reazioni
Saverio Romano ha dichiarato la propria totale estraneità ai fatti, affermando in un videomessaggio: “È una vicenda di cui non so nulla. Il danno è fatto, anche quando avrò dimostrato mia totale estraneità”.
Gli altri indagati
Oltre ai nomi già citati, risultano coinvolti:
- Antonio Abbonato
- Paolo Bordonaro (direttore sanitario dell’ospedale Umberto I)
- Marco Damone
- Giuseppa Di Mauro (dirigente provveditorato Asp)
- Vito Fazzino (bed manager Asp)
- Antonio Iacono
- Mauro Marchese
- Sergio Mazzola
- Vito Raso
- Paolo Emilio Russo (amministratore ospedale Avola-Noto)
- Giovanni Giuseppe Tomasino
- Alessandro Vetro
Gli interrogatori davanti al gip si svolgeranno nei prossimi giorni. Solo dopo queste audizioni il giudice deciderà se accogliere le richieste di arresti domiciliari e se procedere con ulteriori misure cautelari.
