Il recente sopralluogo congiunto tra il Presidente della Provincia e le associazioni del Tavolo Tecnico, tra cui Italia Nostra, ha restituito un quadro allarmante delle condizioni della Riserva “Ciane e Saline”. La visita alla Fonte Ciane e alle Saline ha confermato un degrado diffuso, frutto di decenni di mancata manutenzione, che oggi compromette l’identità stessa di uno dei luoghi più iconici del paesaggio siracusano.
La Fonte e il Fiume Ciane, un tempo riconoscibili e celebrati per la limpidezza delle acque e per la presenza ordinata del papiro, appaiono oggi soffocati da un ammasso indistinto di canna comune, cannuccia di palude e papiri cresciuti anche nell’alveo, alterando completamente la configurazione originaria del corso d’acqua. Mentre molto si è scritto sul degrado delle Saline, quasi nulla è stato detto sullo stato del fiume, elemento fondativo della Riserva e custode del mitico Papiro del Ciane, pianta rara che da secoli affascina studiosi, viaggiatori e letterati.
Italia Nostra ricorda come la tutela del papiro sia stata la ragione principale dell’istituzione della Riserva e sottolinea la necessità di un intervento organico che restituisca al Fiume la sua forma naturale e al papiro il ruolo ornamentale che storicamente lo caratterizzava. In questo percorso, la figura di Corrado Basile, massimo esperto del sito e fondatore del Museo del Papiro, rappresenta un riferimento imprescindibile. Basile, che ha studiato la pianta anche in Africa e ha fondato nel 2005 in Egitto un laboratorio di restauro dei papiri antichi, è stato recentemente protagonista delle celebrazioni per il ventennale dell’iniziativa al Museo Egizio del Cairo, alla presenza delle autorità egiziane e dell’Ambasciatore d’Italia.
Alle Saline, il sopralluogo ha evidenziato la scomparsa del cordolo litorale di protezione e l’ingressione marina che ha cancellato la riconoscibilità delle antiche caselle. Nonostante ciò, nell’area più interna è stato osservato uno stormo di circa sessanta ardeidi, segnale di un ambiente che, pur degradato, conserva ancora un valore naturalistico. Rimane invece incerta la sorte dei tre esemplari di Pollo Sultano reintrodotti nel 2003. Il fabbricato delle Saline, restaurato decenni fa con ingenti risorse pubbliche, risulta oggi irrimediabilmente compromesso dal moto ondoso.
Secondo Italia Nostra, occorre ripensare in chiave funzionale i “lasciti” degli interventi del passato, come la stazione di sollevamento di contrada Mezzabotte, trasformandoli in spazi per l’accoglienza, l’informazione e la didattica. Le acque del Ciane, da sempre oggetto di mire speculative, furono già al centro di un progetto di derivazione nel 1888 e, negli anni ’60, di un prelievo industriale che danneggiò gravemente il papiro. Oggi circola l’ipotesi di un progetto per l’allevamento di avannotti, giudicato da Italia Nostra del tutto incompatibile con un sito di tale valore.
L’associazione rinnova infine la richiesta di ricostituire il Consiglio Provinciale Scientifico per la gestione delle Riserve naturali e auspica che vengano reperite le risorse necessarie per restituire al Fiume Ciane e alle Saline l’aspetto che la città ricorda e merita: un patrimonio unico, simbolo dei miti e del paesaggio di Siracusa.
