A Largo della Gancia non è stato lasciato soltanto del materiale da parte di una ditta. A essere abbandonata, ormai da settimane, sembra soprattutto la tempestività degli interventi.
Da tempo ho sollecitato informalmente il dirigente del settore Protezione Civile affinché si procedesse alla rimozione di ciò che è stato depositato nell’area. Si tratta di residui di un intervento risalente addirittura all’ottobre 2010 sul muraglione del lungomare di levante: lavori eseguiti solo in minima parte, ponteggi montati e smontati più volte, e infine materiale lasciato sul posto come se fosse diventato parte dell’arredo urbano.
Nonostante i ripetuti solleciti, nulla è cambiato. Quel materiale continua a occupare impropriamente circa due terzi degli stalli auto disponibili, con evidenti ripercussioni su decoro, sicurezza e fruibilità degli spazi pubblici. Non stiamo parlando di un favore personale, ma di rispetto per i cittadini e per la città.
Largo della Gancia non è – e non può diventare – una zona franca dove il tempo si ferma e le responsabilità si dissolvono.
Mi auguro che questo sollecito pubblico riesca dove quelli riservati non hanno prodotto effetti. Siracusa non ha bisogno di materiali abbandonati: ha bisogno di istituzioni presenti, soprattutto quando si interviene con provvedimenti di “somma urgenza” e quando RUP, Direttore dei lavori, Progettista e Collaudatore coincidono nella stessa figura professionale.
Serve chiarezza, serve responsabilità, serve agire. La città non può più attendere.
