Definire “ignobile” una raccolta firme promossa da cittadini che hanno letto e discusso un atto amministrativo significa non solo attaccare un Comitato, ma delegittimare in blocco qualsiasi forma di partecipazione democratica dal basso.
Seguendo il ragionamento del Sindaco, dovrebbero essere considerate “ignobili” anche le petizioni popolari, le istanze collettive, i referendum e perfino le firme necessarie per presentare liste e candidati alle elezioni. Un’idea curiosa di democrazia, in cui il cittadino è buono solo quando vota e poi deve tacere.
Ancora più grave è l’insinuazione secondo cui la raccolta firme sarebbe servita a costruire “database per futuro consenso politico”. Un’accusa pesante, formulata senza uno straccio di prova, che trasforma il diritto civico al dissenso in un sospetto permanente.
Un’insinuazione che, oltre a essere infondata, sfiora la demagogia: il Comitato non fa politica, non ha mai presentato candidati e non ha mai chiesto un voto. Se questa è “campagna elettorale”, allora informarsi, leggere gli atti e dissentire sono diventati reati d’opinione e se tale insinuazione proviene da uno che è in campagna elettorale continua da quasi 13 anni allora tutto ciò è veramente paradossale.
Il Sindaco afferma inoltre che il cittadino “non può conoscere” i documenti tecnici e quindi firmerebbe senza consapevolezza. Tradotto: i cittadini sarebbero troppo ignoranti per capire gli atti che incidono sulla loro vita quotidiana. Una tesi francamente imbarazzante, soprattutto detta da chi dovrebbe promuovere trasparenza, accessibilità degli atti e partecipazione.
Ricordiamo un fatto semplice: senza il lavoro di reperimento, lettura, diffusione e spiegazione degli atti fatto dal Comitato, il Piano della Sosta approvato in linea tecnica con determina n. 6889 il 23 dicembre 2025 sarebbe rimasto sconosciuto alla città. Altro che “follie”: la consapevolezza dei cittadini nasce proprio dal controllo civico, non dai comunicati autocelebrativi.
Noi continueremo a fare esattamente questo, come abbiamo sempre fatto: scovare e leggere gli atti amministrativi, renderli pubblici, discuterli e permettere ai cittadini di farsi un’opinione informata.
E rinnoviamo l’invito già rivolto all’Amministrazione, già inviato ieri mattina per Pec: un confronto pubblico, aperto, con i cittadini, non con i loro rappresentanti ma con tutti, dove spiegare con numeri e criteri il Piano della Sosta. Senza slogan, senza sviamenti di argomento, senza accuse infondate.
Perché se per questa Amministrazione informarsi è ignobile, firmare è ignobile e dissentire è ignobile, allora forse il problema grave non sono i cittadini: è l’idea di democrazia che qualcuno ha in testa.
Le dichiarazioni del Sindaco Francesco Italia sul Piano della Sosta segnano un punto di non ritorno nel rapporto tra Amministrazione e cittadini.
