«Una scultura particolarmente riuscita e adatta a una città come Siracusa impegnata ad affrontare le sfide della modernità trovando sempre il giusto equilibrio con un passato dal quale non si può prescindere. La nostra immagine e il nostro successo nel mondo sono intimamente legati a una storia che non è commemorazione ma materia viva dalla quale trovare stimoli per costruire il futuro. L’Elmo di Archia è un biglietto da visita per chi, attraversando la Porta Marina, si immerge in quello scrigno di stratificazioni unico che è Ortigia».
Con queste parole il sindaco Francesco Italia saluta L’Elmo di Archia, l’opera di Stefania Pennacchio ispirata al fondatore della città e inaugurata stamattina davanti alla Porta Marina. Non un monumento celebrativo, ma una riflessione contemporanea sul significato della memoria, dell’appartenenza e dell’identità di una città che continua a confrontarsi con la profondità del proprio passato. All’inaugurazione sono intervenuti il critico d’arte contemporanea Andrea Guastella, il dirigente dell’Associazione nazionale guide turistiche Carlo Castello e l’ex presidente di “Noi albergatori” Giuseppe Rosano.
«Credo che l’arte abbia il compito, come un albero, di nutrirsi di una radice. Non possiamo costruire il futuro – ha detto Stefania Pennacchio – senza tenere conto del concetto di eternità che ci arriva dal passato . Lavoro su questa leit motiv da circa trent’anni e sono felice che quella che è diventata la mia città d’adozione accolga quest’opera. Devo ringraziare l’amministrazione comunale e tutte le persone che hanno creduto e lavorato al progetto insieme a me».
Per Carlo Castello la scultura valorizza la città e il suo fondatore. «Archia – ha spiegato – è forse il personaggio storico di Siracusa meno conosciuto anche se fu un protagonista del grande fenomeno della colonizzazione greca nella seconda metà dell’VIII secolo avanti Cristo. Inoltre, la collocazione dell’opera è perfetta: essa guarda proprio il punto in cui, secondo la tradizione, Archia sbarcò ed entra a far parte di uno dei principali percorsi turistici cittadini. Da oggi le guide potranno fermarsi qui non solo per raccontare il porto e Porta Marina, ma anche per spiegare questa bellissima opera».
Promossa dal Comune di Siracusa, su richiesta della Consulta speciale per l’imposta di soggiorno, la scultura rientra nell’intervento denominato “Percorso turistico-culturale dal Parco archeologico della Neapolis alla Necropoli di Pantalica” ed è stato finanziato dal ministero del Turismo nell’ambito del fondo destinato ai Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica sede di siti Unesco.
La scelta della sua collocazione, in luogo simbolo di Siracusa, è frutto di un’idea di Giuseppe Rosano. Realizzata in bronzo patinato, l’opera crea una connessione tra le origini e la storia gloriosa di Siracusa e il suo stare nella contemporaneità. Essa rientra in piano di valorizzazione del sito “Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica”, rilanciato lo scorso anno, con un vasto programma di iniziative, in occasione del ventennale della sua iscrizione nella World Haritage List. L’Elmo di Archia diventa così uno dei simboli di una narrazione che declina in chiave moderna la storia plurimillenaria di un territorio ben più ampio della sola Siracusa, esteso fino ai Monti Iblei ma che l’Unesco ha portato a unità.
