A un mese dalla sfiducia votata dal Consiglio comunale, l’ex sindaco di Lentini Rosario Lo Faro ha presentato ricorso al Tar di Catania chiedendo l’annullamento della delibera del 16 marzo e degli atti conseguenti, compresi i decreti regionali che hanno inserito il Comune nel turno elettorale del 24 maggio e disposto la nomina del commissario straordinario.
Nel ricorso, Lo Faro ripercorre quanto accaduto in aula, sostenendo che la seduta fosse viziata da irregolarità già segnalate prima della votazione. L’ex primo cittadino ricorda che il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Vinci, si era dimesso a febbraio dopo la mancata approvazione della prima mozione di sfiducia, lasciando vacante la carica. La seconda seduta è stata quindi presieduta dal vicepresidente Luigi Campisi, una scelta che Lo Faro ritiene non conforme. A suo avviso, sarebbe stato possibile e corretto eleggere il nuovo presidente il 9 marzo e procedere poi con una convocazione pienamente regolare, senza alcuna urgenza: la mozione sarebbe scaduta il 1° aprile, lasciando oltre venti giorni disponibili.
Durante la discussione in aula, il Segretario generale avrebbe inoltre evidenziato il rischio di impugnazione dell’atto in presenza dei vizi segnalati. Nonostante ciò, il Consiglio ha deciso di procedere comunque. Per Lo Faro, si è trattato di una scelta consapevole, non di un incidente procedurale.
Se il Tar dovesse accogliere il ricorso, la delibera di sfiducia verrebbe annullata, il Consiglio comunale tornerebbe in carica e decadrebbero le elezioni amministrative previste per maggio. “Sto esercitando un diritto – afferma Lo Faro – proprio nella direzione indicata in aula, per evitare conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Quando si mettono da parte le regole, non si colpisce una persona, ma si espone un’intera città”.
La decisione ora passa ai giudici amministrativi, mentre a Lentini la campagna elettorale prosegue in un clima di forte incertezza istituzionale.
