PACHINO (SR) – Cresce il malcontento dei cittadini e dei bagnanti storici per le condizioni della spiaggia in contrada Fondo Morte – Spinazza, la striscia di litorale che si estende dalla diga foranea a protezione di Marzamemi fino al Bove Marino (in contrada Reitani). A farsi portavoce del disagio di tantissime famiglie è il neocostituito Comitato Territoriale “Pro Pachino”, presieduto da Vincenzo Arrigo, che ha indirizzato un accorato appello alla Regione Siciliana e al Prefetto di Siracusa per chiedere un intervento immediato e una regolamentazione più equa in vista delle scadenze del 2027.
L’invasione dei lidi e l’ombra della posidonia “scaricata”
Al centro della protesta c’è la proliferazione incontrollata di stabilimenti balneari nel tratto in questione: ben dieci strutture sorte in tempi recenti. Una presenza massiccia che, secondo il Comitato, ha ridotto la spiaggia libera a pochissimi e risicati fazzoletti di terra.
Ma c’è di più: diversi cittadini lamentano una gestione a dir poco discutibile della pulizia dell’arenile. Se da un lato i gestori dei lidi privati hanno provveduto a ripulire i propri spazi con l’ausilio di ruspe, dall’altro la posidonia oceanica e i rifiuti accumulati sarebbero stati semplicemente ammassati e “scaricati” nelle aree di spiaggia libera adiacenti, rendendole di fatto impraticabili e sporche per chi non può o non vuole permettersi il costo giornaliero di un ombrellone privato.
Il paradosso di Noto: «Incassa le tasse, ma dimentica il territorio»
La questione assume anche una forte connotazione politico-amministrativa. Il tratto di costa di Contrada Spinazza ricade storicamente sotto la competenza territoriale del Comune di Noto, distante ben 20 chilometri, e non sotto quella della vicina Pachino.
Dal Comitato Pro Pachino si solleva una dura accusa di abbandono: «Il Comune di Noto si interessa poco di garantire i servizi essenziali a questo territorio, a differenza di quanto fa per il Lido di Noto o Calabernardo», si legge nella nota dell’associazione. «In compenso, si mostra puntualissimo nell’incassare le tasse dei residenti e dei proprietari delle dimore estive, oltre alle laute somme derivanti dai canoni di concessione dei dieci stabilimenti demaniali, disinteressandosi completamente delle esigenze delle famiglie meno abbienti».
La scadenza del 2027 e l’appello a Regione e Prefetto
Le normative nazionali e regionali hanno recentemente esteso la proroga per le concessioni balneari esistenti fino al settembre 2027, data oltre la quale scatteranno i bandi di gara europei (con assegnazioni previste dai 5 ai 20 anni). Attualmente, il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) del Comune di Noto è in fase di valutazione presso gli uffici della Regione Siciliana. Il Comitato Pro Pachino denuncia come l’amministrazione netina stia approfittando di questa fase di transizione, avendo adottato una proposta preliminare del piano, per gestire il litorale a proprio piacimento.
Per questo motivo, l’associazione chiede formalmente alla Regione Siciliana e al Prefetto di Siracusa di intervenire. L’obiettivo è ottenere una programmazione futura post-2027 che sia ordinata, equilibrata e che tuteli il diritto democratico all’accesso al mare, garantendo spazi pubblici dignitosi per tutti.
Il “pasticcio” storico dei confini tra Noto e Pachino
Dietro la protesta del Comitato Pro Pachino si nasconde un paradosso geografico e burocratico che affonda le radici nella storia del territorio. La frazione di Marzamemi e le sue spiagge limitrofe (come Spinazza) vivono da sempre una vera e propria “crisi d’identità” amministrativa.
Geograficamente ed economicamente, l’area è il naturale prolungamento e sbocco a mare del Comune di Pachino. La stragrande maggioranza dei residenti, dei proprietari delle case estive e degli stessi operatori turistici è di Pachino. Eppure, per un’eredità dei vecchi confini catastali, questo litorale ricade sotto la giurisdizione del Comune di Noto, distante circa 20 chilometri, creando da anni una situazione di perenne conflitto.
Tasse a Noto, disagi a Pachino
I cittadini e i gestori dei lidi pagano i tributi locali (IMU, Tari) e i canoni demaniali alle casse di Noto. Tuttavia, quando si verificano disservizi legati alla raccolta rifiuti, alla viabilità, alla carenza d’acqua o alla sicurezza, il peso del problema ricade inevitabilmente sul territorio e sulla comunità di Pachino, che si trova a subire i disagi senza incassarne i proventi per potervi porre rimedio.
La Legge 30/2000 come via d’uscita
È in questo corto circuito che si inserisce l’azione del Comitato “Pro Pachino”. L’associazione è nata principalmente come supporto tecnico per l’amministrazione comunale di Pachino, con l’obiettivo di istruire e inviare la pratica alla Regione Siciliana per ottenere la variazione territoriale ai sensi della Legge Regionale n. 30 del 23 dicembre 2000. Questa norma disciplina proprio il passaggio di porzioni di territorio da un comune all’altro in presenza di comprovate ragioni storiche, geografiche e di continuità sociale.
A guidare i passi tecnici del comitato promotore, in qualità di consulente esterno, c’è anche l’esperienza del cavaliere Pasquale Aliffi. Profondo conoscitore della materia e della stessa Legge 30, Aliffi segue l’evoluzione della pratica passo dopo passo, mettendo a disposizione le competenze accumulate negli anni.
L’obiettivo finale del Comitato è chiaro: sanare questa anomalia storica per far sì che la gestione della spiaggia di Spinazza passi definitivamente sotto Pachino, assicurando finalmente servizi efficienti e una tutela reale del litorale.
