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MAXI OPERAZIONE: dei baschi AZZURRI megaresi della Polizia Penitenziaria

DiTelecittanews.it

Gen 19, 2026

Nelle giornate del 16 e 17 novembre, nelle ore pomeridiane e mattinali, presso la Casa di Reclusione di Augusta, sono due scattati due blitz, disposti dal Comandante del Reparto, Dirigente Maiorana Guido, mirati al contrasto di attività illecite volte all’introduzione di telefoni cellulari del tipo smartphone e sostanza stupefacente all’interno dei reparti detentivi. In particolare il personale di p.p., coordinati sul campo dagli ispettori e sovrintendenti del reparto, hanno rinvenuto, anche murati nelle pareti delle camere detentive delle sezioni alta sicurezza, n.15 telefoni cellulari del tipo smartphone, con schede telefoniche e cavi USB per ricaricare i cellulari e circa 70 gr. di sostanza stupefacente, cogliendo alcuni detenuti anche in flagranza di reato, procedendo al sequestro e a deferire all’a.g. i detenuti responsabili.L’ennesima attività di contrasto all’illegalità dimostra la grande professionalità e l’elevato livello di operatività del personale della c.r. Augusta il quale, con grande sacrificio e spirito d’iniziativa, continua, sotto il comando del Dirigente Maiorana Guido, a garantire legalità e rispetto delle regole all’interno dell’istituto penitenziario. Il rinvenimento è stato possibile solo grazie alle straordinarie capacità d’intelligence e d’intervento operativo della polizia penitenziaria di Augusta e del suo COMANDANTE che con investigazioni, condotte con metodi d’indagine basate sulla diretta osservazione e monitoraggio di alcuni detenuti e sui loro movimenti interni alla struttura penitenziaria ha permesso la riuscita di questa importante operazione.Il SAPPE sottolinea come, nonostante l’intensificazione delle attività di intelligence, dei controlli e delle perquisizioni, la diffusione di telefoni e altri oggetti illeciti resti fuori controllo. Anche l’adozione di tecnologie anti-droni e disturbatori di segnale (jammer), come quelle presenti nell’Istituto Megarese, sembra essere stata superata da sistemi criminali sempre più avanzati. Neppure il recente inasprimento normativo, con l’introduzione del reato previsto dall’art. 391-bis del codice penale, ha prodotto l’effetto deterrente sperato, contribuendo invece a sovraccaricare ulteriormente le Procure, spesso costrette ad archiviare i procedimenti per mancanza di flagranza o impossibilità di individuare con certezza i responsabili. Il SAPPE della Polizia Penitenziaria Megarese ha espresso piena soddisfazione per l’operato del personale della Casa di reclusione di Augusta, congratulandosi per il successo dell’operazione e per la professionalità dimostrata in un contesto sempre più complesso.

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