Un grave episodio intimidatorio ha colpito il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, al quale è stata recapitata in municipio una busta anonima contenente un bossolo di pistola e minacce di morte, accompagnate dalla richiesta di dimettersi. Il primo cittadino ha immediatamente informato prefetto, Procura della Repubblica e Carabinieri, che hanno avviato le indagini per individuare i responsabili e chiarire la matrice del gesto.
Stefio ha dichiarato di non essere disposto a cedere a pressioni mafiose: «Non potrei mai accettare una richiesta di dimissioni avanzata con metodi mafiosi. Io rispondo solo ai miei concittadini». Il sindaco ha sottolineato come intimidazioni di questo tipo rappresentino, paradossalmente, la conferma di un’azione amministrativa improntata a legalità e trasparenza. Al momento non emergono collegamenti certi con specifiche vicende amministrative.
La comunità carlentinese ha subito manifestato vicinanza al sindaco, e numerosi esponenti politici e istituzionali hanno espresso solidarietà.
Il deputato regionale Carlo Auteri ha definito l’episodio «un gesto vile e inaccettabile» e ha ribadito la necessità di un fronte comune contro ogni forma di intimidazione. Anche il sindaco di Avola ha parlato di «attacco ai valori della democrazia e dell’impegno civile», assicurando sostegno al collega.
Da Forza Italia, il deputato regionale Riccardo Gennuso, il coordinatore provinciale Corrado Bonfanti e il gruppo consiliare di Carlentini hanno condannato con fermezza l’accaduto, esprimendo vicinanza al sindaco e alla sua famiglia e ribadendo piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine.
Solidarietà anche dal Gruppo consiliare del PD di Siracusa, che ha definito Stefio «uno dei migliori sindaci della provincia», sottolineando come colpire un amministratore che opera con serietà e trasparenza significhi tentare di intimidire le istituzioni stesse.
Infine, il deputato regionale del Partito Democratico e sindaco di Solarino ha parlato di «offesa gravissima all’istituzione e alla comunità carlentinese», auspicando che le autorità facciano piena luce sull’episodio e garantiscano protezione al primo cittadino.
L’intero territorio provinciale si stringe così attorno al sindaco Stefio, riaffermando con forza che la democrazia non si piega alla violenza e che le istituzioni continueranno a operare unite nel segno della legalità.
