Nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il nuovo Piano nazionale per la salute
mentale (PANSM) 2025-2030, il documento di programmazione che individua le
priorità organizzative e assistenziali dei servizi di salute mentale, con particolare
riferimento alla rete psichiatrica e territoriale. Il Piano – dichiarano il presidente
dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello e i due vice Donatella Lo Giudice e
Alberto Leone – rappresenta un passaggio strategico per il rafforzamento del
sistema pubblico e dovrà ora essere recepito e attuato dalle Regioni e dagli enti
locali, chiamati a tradurne gli indirizzi in interventi concreti e omogenei sul
territorio con una seria programmazione sanitaria e sociosanitaria.
Siamo particolarmente contenti che un notevole contributo all’elaborazione del
Piano sia stato offerto da Roberto Cafiso, siracusano, qualificato componente
del Tavolo Tecnico per la Salute Mentale, unico siciliano a farne parte.
La domanda di salute mentale è in forte crescita anche nella nostra provincia,
mentre l’offerta dei servizi pubblici continua a mostrare evidenti difficoltà nel
rispondere in modo adeguato ai bisogni emergenti. Strutture spesso insufficienti,
una cronica carenza di personale specializzato e l’aumento del disagio
psicologico — che colpisce in maniera particolare giovani, minori e persone in
condizioni di fragilità — delineano un quadro complesso e preoccupante, anche
se si stanno facendo grandi sforzi, grazie anche alle sollecitazioni delle
associazioni del settore, per definire presso l’Asp di Siracusa i Budget di Salute.
Questo squilibrio tra domanda e offerta rischia di ampliare le disuguaglianze
nell’accesso alle cure e di lasciare senza risposte tempestive migliaia di cittadini.
In tale contesto si inserisce il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale
2025-2030, che punta a rafforzare la rete dei servizi territoriali, promuovere la
prevenzione e garantire percorsi di presa in carico più efficaci e omogenei sul
territorio nazionale, riconoscendo la salute mentale come componente
essenziale del diritto alla salute. Il Piano si è sforzato peraltro di promuovere una
transizione di patologie che esordiscono nell’infanzia e proseguono dopo la
maggiore età, proprio perché lungo questa strada molte famiglie restano senza
percorsi certi.
Il Piano ribadisce con forza – concludono Sorbello, Lo Giudice e Leone – che la
salute mentale costituisce una componente essenziale della salute complessiva
della persona e non può essere confinata esclusivamente alla dimensione
clinica. Essa comprende il benessere emotivo, relazionale e sociale, così come
la capacità di partecipazione attiva e di autodeterminazione. Da questa visione
discende la necessità di superare modelli di intervento frammentati e
disomogenei, per costruire un sistema realmente integrato, capace di mettere in
rete ambito sanitario, sociale ed educativo”.
