Proseguirà con il rito abbreviato il procedimento per l’omicidio di Giuseppe Pellizzeri, ufficiale della Guardia Costiera ucciso il 10 giugno dello scorso anno a Siracusa. Nell’udienza preliminare di ieri si sono costituite parti civili la madre, la sorella e la moglie della vittima. Le memorie depositate dall’avvocato Sebastiano Grimaldi, che sostenevano la presenza delle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili, sono state contestate dalla difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Antonio Meduri.
Dopo oltre un’ora di Camera di Consiglio, il giudice ha rigettato le richieste delle parti civili e ha ammesso il rito abbreviato, accogliendo l’istanza della difesa. Il processo proseguirà dunque sulla base degli atti già acquisiti, salvo eventuali integrazioni. La prossima udienza è fissata per il 4 novembre, quando entreranno nel vivo discussione ed esame delle questioni sollevate.
Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto affonda le sue radici nel drammatico episodio avvenuto nel tardo pomeriggio del 10 giugno. Intorno alle 18, davanti a un esercizio pubblico di via Elorina, un acceso diverbio tra Pellizzeri, 37 anni, e Francesco Mirabella sarebbe degenerato fino all’esplosione di due colpi di pistola. Il primo avrebbe raggiunto la vittima a una spalla, il secondo al torace, provocando ferite gravissime. Pellizzeri avrebbe tentato una reazione, muovendo alcuni passi verso l’aggressore prima di accasciarsi sull’asfalto. Trasportato d’urgenza all’ospedale Umberto I, è morto poco dopo il ricovero.
All’origine della lite, secondo gli inquirenti, vi sarebbe una controversia economica legata alla locazione di un immobile destinato ad attività industriali. Mirabella avrebbe accumulato insoluti nei confronti della famiglia Pellizzeri, una situazione che avrebbe alimentato tensioni poi sfociate nel tragico epilogo.
