Palazzolo Acreide (SR) – “Hanno tentato di cancellare la vergogna, ma non ci sono riusciti.” Con queste parole, il sindaco di Palazzolo Acreide Salvatore Gallo riaccende il dibattito sulla vicenda dell’Annunciazione di Antonello da Messina, uno dei capolavori del Rinascimento italiano, sottratto alla città nel 1907 “per due soldi”, come denuncia il primo cittadino.

Gallo chiede con forza che l’opera venga restituita al suo luogo d’origine, sostenendo che Palazzolo Acreide sia il legittimo proprietario storico del dipinto. “È un dovere morale e culturale rimediare a un torto che dura da oltre un secolo. La nostra comunità non ha mai dimenticato quella ferita”, afferma il sindaco.
A rafforzare la polemica, il fatto che – come mostrano le foto diffuse nei social – la sede museale che ospita l’opera risulti chiusa al pubblico dal 1° all’8 gennaio 2026, un dettaglio che secondo Gallo “aggiunge ulteriore amarezza a una vicenda già di per sé dolorosa”.

Il sindaco annuncia inoltre l’intenzione di avviare un percorso istituzionale per riportare il dipinto a Palazzolo Acreide: “Non si tratta di una battaglia contro qualcuno, ma di una battaglia per la verità storica. L’Annunciazione deve tornare a casa.”
La comunità locale, da anni sensibile al tema, accoglie con favore la presa di posizione del primo cittadino, mentre cresce l’attenzione attorno a un caso che potrebbe riaprire uno dei capitoli più controversi della storia culturale siciliana.
