A mesi di distanza da una tragedia che ha profondamente segnato Palazzolo Acreide e l’intera provincia, la vicenda della morte del piccolo Vincenzo Lantieri approda ufficialmente in tribunale.
È stata infatti fissata per il 14 gennaio l’udienza preliminare davanti al giudice Tiziana Carrubba, chiamata a valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti dei presunti responsabili.
Il bambino, di appena dieci anni, perse la vita il 27 giugno 2024, precipitando in un pozzo nelle campagne di contrada Falabia durante una mattinata di attività estive del Grest. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Vincenzo sarebbe salito più volte sulla botola che copriva il pozzo: la struttura avrebbe ceduto improvvisamente, facendolo cadere per circa sette metri. I tentativi di soccorso si rivelarono purtroppo inutili: il piccolo morì per annegamento prima dell’arrivo dei sanitari.
Il reato contestato è omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Gli imputati sono nove, tra cui:
- il presidente e legale rappresentante della società “La Contea Falabia”, proprietaria del fondo agricolo, accusata di non aver adottato adeguate misure di sicurezza per segnalare e proteggere il pozzo;
- alcuni dipendenti della Fondazione Anffass “Doniamo un Sorriso”
- tre operatrici del Servizio Civile
Secondo la Procura, il pozzo sarebbe risultato privo dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa, consentendo un accesso libero e pericoloso.
Le indagini preliminari, concluse circa un anno fa, hanno raccolto un ampio ventaglio di elementi: testimonianze, documentazione, accertamenti tecnici e un delicato incidente probatorio che ha coinvolto anche i minori presenti quel giorno.
