Palazzolo Acreide, 28 dicembre 2025 – Una stele in pietra, un ulivo e una frase che pesa come una promessa collettiva: “Vittima dell’omertà e della viltà dell’uomo”. È il nuovo luogo della memoria dedicato a Tony Drago Intranuovo, il giovane militare siracusano trovato morto nel luglio 2014 nella caserma dei Lancieri di Montebello, a Roma. Undici anni dopo, la comunità di Palazzolo Acreide ha scelto di trasformare un angolo della Statale 124 in un presidio simbolico di verità e giustizia.
La cerimonia di inaugurazione, sobria ma intensa, è stata guidata dal sindaco Salvatore Gallo, che ha svelato la targa alla presenza dei familiari di Tony. Tra loro la madre, Sara, che da oltre un decennio porta avanti una battaglia instancabile per fare luce su una vicenda segnata da dubbi, contraddizioni e indagini ritenute insufficienti. La famiglia ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale per la vicinanza e il sostegno, ringraziando pubblicamente il sindaco e la giunta.
La storia giudiziaria del caso Drago resta complessa e irrisolta. Dopo anni di perizie, archiviazioni e richieste di riapertura, nel 2019 un giudice ha confermato l’archiviazione, pur riconoscendo la presenza di “zone d’ombra” mai chiarite. Proprio queste ombre hanno spinto i familiari a rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha richiamato lo Stato italiano per la gestione ritenuta inadeguata delle indagini, riaccendendo l’attenzione su un caso che continua a interrogare.
La Stele inaugurata oggi non è soltanto un monumento: è un monito. Un invito a non dimenticare, a non accettare risposte incomplete, a mantenere viva la richiesta di trasparenza. Per Tony, per la sua famiglia, per una comunità che non ha mai smesso di chiedere chiarezza su ciò che accadde in quel tragico luglio del 2014.
