Sono trascorsi i 180 giorni concessi per l’uso temporaneo del parcheggio di via Damone, autorizzazione che avrebbe dovuto accompagnare l’iter della variante urbanistica necessaria a regolarizzarne la destinazione d’uso. A oggi, però, la variante non è ancora arrivata in Consiglio comunale. A denunciarlo è il consigliere di FdI Paolo Cavallaro, che richiama l’Amministrazione al rispetto delle regole.
La vicenda parte dall’annullamento in autotutela della prima ordinanza di apertura: il Comune aveva accertato che l’area ricade in zona S3 – verde pubblico, e che il mantenimento della funzione di parcheggio richiedeva una variante preventiva. Per superare l’impasse era stato quindi autorizzato un utilizzo temporaneo di sei mesi, finalizzato a consentire il completamento dell’iter.
Secondo Cavallaro, però, in questi sei mesi l’unico atto concreto è la determina del 5 maggio 2026, con cui il Comune ha nominato il Rup e le figure tecniche incaricate della redazione del progetto di variante. Un provvedimento arrivato a quattro mesi dall’avvio dell’uso temporaneo e a meno di due dalla sua scadenza, che contestualmente disponeva l’avvio della progettazione, lasciando intendere che fino a quel momento l’iter non fosse realmente operativo.
Da qui le domande del consigliere: perché la proposta di variante non è ancora approdata in Consiglio? Quali attività sono state svolte dall’Amministrazione? Cavallaro richiama il principio di parità di trattamento: «Se un privato non rispettasse la normativa urbanistica, il Comune interverrebbe. Non può esistere un doppio binario».
Per Cavallaro, se il termine è scaduto senza variante, il parcheggio va chiuso. Se invece la normativa consente una proroga, questa deve essere strettamente limitata, motivata e accompagnata da un cronoprogramma certo che porti rapidamente all’approvazione della variante. «La credibilità delle istituzioni si misura dalla capacità di rispettare le regole che applicano ai cittadini. Su questa vicenda servono trasparenza, chiarezza e legalità».
