Il Comune di Siracusa ha inviato una nuova nota all’assessorato regionale alle Infrastrutture chiedendo un riscontro chiaro e conclusivo sulla proposta di accordo transattivo presentata per chiudere il contenzioso sul parcheggio Talete, ancora pendente davanti alla Corte d’appello di Palermo.
La vicenda affonda le radici nel finanziamento regionale del 1990 — 20 miliardi di lire destinati alle opere di collegamento tra Ortigia e la terraferma — di cui il Talete rappresentava una parte. Le successive ordinanze di protezione civile modificarono però la direttrice degli interventi, impedendo il completamento del progetto originario. Il parcheggio fu comunque realizzato e oggi continua a servire la mobilità dell’isola. La revoca del finanziamento, nel 2004, ha aperto il contenzioso ancora in corso.
La Regione, con l’articolo 18 della legge del 22 febbraio 2023, ha riconosciuto la funzionalità delle opere realizzate e ha autorizzato l’assessorato a sostenere interventi di miglioramento del Talete, indirizzando di fatto la strada verso una soluzione bonaria. Un orientamento confermato anche dall’Assemblea Regionale Siciliana con l’ordine del giorno del 15 novembre 2023.
Nel giugno 2024 il Comune ha quindi formalizzato una proposta di transazione, superando tutti i passaggi istruttori: né il ministero dell’Interno né la Prefettura hanno sollevato rilievi. Nonostante ciò, da Palermo non è ancora arrivata una decisione.
«Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo — afferma il sindaco Francesco Italia —. La Regione ha già indicato la via con una legge e con un voto dell’Ars. Serve solo una risposta chiara e in tempi utili. La definizione dell’accordo è nell’interesse di tutti: dà certezza ai rapporti, riduce i costi e produce benefici concreti per il territorio».
Con la nota odierna, il Comune chiede all’assessorato di esprimersi — accettando la proposta, formulando una controproposta motivata o convocando un tavolo tecnico — prima dell’udienza fissata per il 7 ottobre 2026. L’amministrazione ribadisce inoltre la disponibilità a valutare anche soluzioni di natura patrimoniale, come cessioni o permute di immobili.
«Siamo pronti a sederci in qualsiasi momento — conclude Italia —. Chiudere bonariamente questa vicenda sarebbe un esempio concreto di leale collaborazione istituzionale, nell’interesse della Regione e della città».
