La discussione sul futuro del Parco degli Iblei si intensifica, con una convergenza politica su un punto chiave: prima di qualsiasi decisione definitiva servono dati tecnici completi, sicurezza idrogeologica garantita e un confronto reale con le comunità locali.
Il deputato regionale Carlo Auteri evidenzia come la relazione dell’Autorità di bacino confermi criticità ambientali e idrogeologiche rilevanti nell’area interessata dal costituendo Parco. La perimetrazione coinvolge venti corpi idrici fluviali e quattro sotterranei, alcuni dei quali presentano uno stato chimico “non buono” e obiettivi di qualità rinviati oltre il 2027. La relazione segnala inoltre la necessità di verificare autorizzazioni degli scarichi urbani, efficienza dei depuratori e compatibilità dei reflui con la tutela delle acque. Sul fronte idrogeologico, nelle aree siracusane ricomprese nel perimetro emergono fenomeni di crollo, frane, erosione accelerata e zone classificate con pericolosità P3 e P4, oltre a cinque aree costiere con rischio R4. Auteri chiede che questi elementi vengano acquisiti formalmente nel procedimento e valutati da Ministero, Regione ed enti competenti, sollecitando i Comuni a trasmettere le proprie relazioni tecniche, finora pervenute solo dal sindaco di Buccheri.
Parallelamente, il deputato nazionale Luca Cannata sottolinea l’apertura registrata nell’incontro tra Ministero dell’Ambiente, Regione e Ispra: c’è disponibilità a costruire un percorso condiviso che tenga insieme tutela ambientale e salvaguardia delle attività agricole, zootecniche e produttive. Dopo la pausa estiva saranno coinvolti direttamente Comuni, imprese, associazioni di categoria, operatori turistici e realtà ambientaliste per ridefinire perimetrazione, zonizzazione e regolamento. Cannata ribadisce che il Parco potrà esistere solo se garantirà benefici concreti alle comunità e non si tradurrà in vincoli penalizzanti.
Sulla stessa linea il deputato regionale Riccardo Gennuso, che annuncia l’avvio di un confronto operativo con l’assessore Giusi Savarino per governare l’iter e non subirlo. È in preparazione un’istruttoria tecnica da portare in Giunta per consentire al presidente Schifani di firmare un’intesa condizionata. Gennuso evidenzia la flessibilità dei parchi nazionali nella zonizzazione e la possibilità di incidere su regolamento e vincoli, tutelando le attività produttive sostenibili. Anche lui richiama la necessità di coinvolgere sindaci, amministratori e stakeholder qualificati per produrre osservazioni puntuali e tempestive, evitando che vincoli troppo rigidi possano frenare lo sviluppo di un’area strategica per l’economia siciliana.
Le tre posizioni, pur provenendo da livelli istituzionali diversi, convergono su un principio comune: il Parco degli Iblei potrà essere istituito solo attraverso dati aggiornati, sicurezza idrogeologica, depurazione efficiente e un percorso realmente partecipato con i territori.
