CNA Siracusa accoglie con favore le dichiarazioni del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sull’applicazione del nuovo decreto “Golden Power” in occasione del passaggio di quote dell’ISAB di Priolo Gargallo da Goi Energy alla società Ludoil del gruppo Ammaturo. La tutela dell’interesse nazionale su un sito che garantisce il 25% dell’approvvigionamento di carburante dell’intero Paese è un atto dovuto e necessario, che come organizzazione di categoria sosteniamo convintamente.
Tuttavia, mentre si discute di assetti societari, fonti di approvvigionamento e garanzie occupazionali per i mille lavoratori diretti, CNA Siracusa ritiene doveroso richiamare l’attenzione sulla realtà produttiva delle piccole e medie imprese dell’indotto.
I 3.500 lavoratori indiretti non sono un numero astratto, rappresentano centinaia di imprese artigiane e PMI del territorio siracusano — impiantisti, manutentori, trasportatori, aziende di servizi tecnici e logistici — che hanno costruito nel tempo competenze specifiche, investito in attrezzature e formato personale specializzato, legando il proprio destino economico alle sorti del polo petrolchimico. Sono imprese che quando la raffineria si ferma, si fermano. Quando la crisi si protrae, chiudono.
CNA Siracusa auspica che il processo di applicazione del Golden Power includa, tra le prescrizioni al nuovo assetto proprietario, impegni espliciti e verificabili nei confronti della filiera locale: continuità delle commesse alle imprese del territorio, rispetto dei tempi di pagamento, preferenza per i fornitori siracusani nelle gare di manutenzione e servizi.
In secondo luogo, chiediamo l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra le istituzioni, la nuova proprietà e le rappresentanze delle PMI di indotto, che consenta alle piccole imprese di essere informate per tempo delle scelte strategiche e di contribuire attivamente alla definizione delle condizioni di lavoro e dei contratti di fornitura.
In terzo luogo, sollecitiamo Regione Siciliana e Governo nazionale a prevedere strumenti dedicati di sostegno alle PMI dell’indotto petrolchimico — credito agevolato, fondi di garanzia, supporto alla diversificazione — per ridurre la vulnerabilità di questo tessuto produttivo.
Il polo petrolchimico di Siracusa è un asset strategico per l’Italia. Ma la sua tenuta nel lungo periodo dipende anche dalla salute di quell’ecosistema di imprese locali che lo fanno funzionare ogni giorno. Senza di esse, nessuna proprietà — italiana o straniera — può garantire continuità produttiva reale.
