A Priolo si consuma uno dei passaggi politici più duri degli ultimi anni. Le opposizioni – Grande Sicilia, Forza Italia e Siamo Priolo – denunciano come “una scelta consapevole e gravissima” la bocciatura del bilancio di previsione avvenuta nella seduta del 23 febbraio, un voto che avvia automaticamente l’iter per lo scioglimento del Consiglio comunale.
Secondo i consiglieri di opposizione, la decisione assunta dai rappresentanti della maggioranza – Biamonte, Margagliotti, Limeri, Aliffi, Cavarra, Blanco, Pulvirenti e La Posata – non è frutto di un incidente politico né di divergenze tecniche, ma di un atto deliberato, nonostante il Commissario ad acta avesse già chiarito le conseguenze di un eventuale voto contrario.
Le opposizioni accusano il sindaco Pippo Gianni e la sua maggioranza di aver scelto “la fine del confronto democratico”, dopo mesi in cui avevano attribuito alle minoranze ogni responsabilità per le difficoltà amministrative. “Hanno individuato nello scioglimento dell’organo di controllo la soluzione ai propri limiti politici – affermano – scrivendo una delle pagine più buie della storia amministrativa priolese”.
Il rischio, denunciano, è quello di consegnare la città a un Commissario che, pur esercitando funzioni pubbliche, non può garantire il confronto politico, il pluralismo e la rappresentanza democratica che spettano ai cittadini. “Si sostituisce un Consiglio eletto dal popolo con una gestione priva di dialettica istituzionale”, sottolineano.
Nel mirino anche Alessandro Biamonte, definito protagonista di un “paradosso politico”: eletto in Consiglio non tramite lista, ma come secondo classificato alle elezioni per sindaco, oggi – affermano – contribuisce a cancellare proprio quella rappresentanza che gli ha consentito di entrare in aula.
I consiglieri Giarratana, Mannisi, Valenti, Pinnisi, Scuotto, Campione (Grande Sicilia), Arangio (Forza Italia) e Musumeci (Siamo Priolo) ribadiscono la loro posizione: “Il voto contrario al bilancio non è una fatalità: è una scelta politica precisa, orientata e consapevole. Ma chi pensa che eliminare il Consiglio significhi eliminare il controllo si sbaglia. Continueremo a vigilare, a informare i cittadini e a esercitare ogni forma di controllo politico e istituzionale consentita dalla legge. Non arretreremo di un passo”.
Le opposizioni annunciano che questo non sarà un punto di arrivo, ma “l’inizio di un percorso determinato per difendere democrazia, confronto e rappresentanza a Priolo”.
