Seduta accesa quella della Prima Commissione Consiliare, dove la discussione sulla Proposta n. 69 – che accorpa in un unico documento l’aggiornamento del DUP 2026/2028 e il Bilancio di Previsione – ha acceso polemiche e accuse.
Due consiglieri di minoranza hanno contestato il Presidente Luigi Cavarra, accusandolo di arroganza e forzature per aver messo ai voti la proposta. In realtà, il Presidente ha seguito quanto previsto dal regolamento: incardinato il punto, ha chiesto interventi, senza ricevere alcuna risposta, e ha quindi avviato la fase di voto.
Proprio in quel momento è arrivata la richiesta di rinvio, motivata dalla presunta necessità di trattare i due atti separatamente. Una contestazione che, in altre città come Bologna, non ha impedito di procedere con un documento unico.
Per fugare ogni dubbio, Cavarra ha interpellato in diretta il Segretario Generale Danila Costa, che ha confermato la piena regolarità della procedura: nessuna violazione, nessuna irregolarità.
La Commissione è quindi passata al voto sulla richiesta di rinvio, respinta dalla maggioranza. La seduta è proseguita, dimostrando che la democrazia si esercita nelle decisioni, non nelle sceneggiature.
Il Presidente ha ricordato inoltre che la proposta era stata trasmessa ai consiglieri già il 4 dicembre 2025, con ampio margine per studiarla ed emendarla. Nessuno lo ha fatto. Le contestazioni sono esplose solo al momento del voto, trasformandosi in quella che Cavarra definisce “indignazione a orologeria”.
Alla fine, la Commissione ha votato, evitando di ridursi a un semplice gruppo di ascolto. “Una Commissione che non vota non è produttiva” ha sottolineato Cavarra, rimandando al mittente le accuse con fermezza ma senza polemica.
Il risultato: una seduta portata avanti con trasparenza e regolarità, mentre il resto resta rumore di fondo.
