Siracusa chiude il 2025 con 1.215.339 pernottamenti, un lieve +0,2% rispetto al 2024, nonostante il forte calo degli italiani (-11,9%) compensato dall’aumento degli stranieri (+8,8%). La permanenza media sale a 2,95 giorni, un dato che Giuseppe Rosano, presidente di Noi Albergatori Siracusa, definisce «soddisfacente, oltre le aspettative», soprattutto in un contesto di caro vita e riduzione del potere d’acquisto.
Guardando al 2026, Rosano invita alla prudenza: tra instabilità geopolitica e incertezze economiche, la città deve decidere subito quale modello turistico adottare. Critica le posizioni estreme: da chi teme l’overtourism a chi invoca un indefinito “turismo di qualità”, spesso confuso con il lusso. «Per un turismo esclusivo servirebbe una pianificazione che oggi non esiste», osserva, ricordando che un cambio di target comporterebbe inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi.
Rosano punta il dito anche contro comportamenti incivili, movida fuori controllo, turismo “mordi e fuggi” e crocieristi low cost (67.716 nel 2025), che generano impatti elevati e ricadute economiche sempre più ridotte. E critica gli slogan ostili ai visitatori: «Non è colpa dei turisti se la città non sa gestire i flussi».
Un passaggio centrale riguarda l’effetto del digitale e dell’intelligenza artificiale, che secondo Rosano rischiano di spingere Siracusa verso un turismo “solo quantificante”, impoverendo la qualità dell’esperienza e del territorio. Da qui l’appello: «Siracusa va difesa. È tempo di distribuire la ricchezza dell’incoming senza dimenticare l’inclusione sociale e la tutela dei residenti, soprattutto in Ortigia».
Il ciclone Harry diventa il simbolo della necessità di ripensare il modello turistico: quanti visitatori la città può realmente assorbire? Quali servizi – parcheggi, trasporti, rifiuti, decoro – è in grado di garantire? Rosano chiede una visione coordinata tra politica e operatori, orientata «più all’antropologia che al mero computo», e sollecita interventi immediati per far ripartire la stagione balneare già dal 1° maggio 2026
