La gestione della rottamazione quinquies per IMU, TARI e multe locali diventa l’ennesimo terreno di scontro tra amministrazione e opposizione, evidenziando un ritardo che — secondo le forze alternative al sindaco Spadola — penalizza cittadini e imprese. Il regolamento approvato solo a maggio, nonostante una proposta dell’opposizione depositata cinque mesi fa, viene indicato come il simbolo di un immobilismo amministrativo che dura da oltre quattro anni.
La nuova normativa nazionale, che sposta a settembre‑ottobre la presentazione delle domande e consente pagamenti interamente rateizzati con condizioni più favorevoli dal 2027, rischia di congelare ogni iniziativa immediata di regolarizzazione. Per l’opposizione, le proposte emendative avrebbero avvicinato il Comune alle previsioni della legge statale, stimolando un maggiore interesse dei contribuenti.
Il Parlamento, includendo tributi locali, multe e entrate patrimoniali tra i carichi definibili, ha corretto quello che viene definito uno “stralcio incompleto”, sostenuto anche dall’ANCI. In aula, però, si è consumata un’altra prova di forza tra una maggioranza accusata di navigare a vista e un’opposizione che rivendica studio dei provvedimenti e capacità di trasformare le esigenze dei cittadini in proposte politiche.
Sul fondo resta una città descritta come in declino, priva di prospettive e con un tessuto sociale ed economico sempre più fragile. Da qui l’appello a un confronto pubblico tra tutte le forze alternative all’attuale amministrazione, con l’obiettivo di ricostruire una visione comune e restituire fiducia a famiglie, imprenditori e giovani. Chi guiderà la città dopo Spadola — si sostiene — erediterà macerie politiche e amministrative, e proprio per questo occorre superare divisioni, personalismi e vecchi schemi per dimostrare di essere una vera classe dirigente.
